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Trieste dà l’addio a Franco Zucca: sua la voce di Ben Kingsley in “Schindler’s List”

TRIESTE È morto alla vigilia dei 70 anni (li avrebbe compiuti il 26 agosto), Franco Zucca, attore triestino ma soprattutto grande doppiatore, voce di attori quali Alain Delon, Rod Steiger, Max von Sidow, Oliver Reed, Michael Caine e Omar Sharif. Tra le sue caratterizzazioni più riuscite e note, lo strepitoso Ben Kingsley di “Schindler’s List” (“Chiunque salva una vita, salva il mondo intero”), il raffinato Raúl Juliá de “La famiglia Addams” e Robert Picardo, il medico ologramma di “Star Trek”.

Franco Zucca, nato a Trieste il 26 agosto 1952, aveva iniziato alla Contrada, per poi entrare nelle fila del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, quindi nelle compagnie di Catania e Roma. Sterminata la sua carriera di doppiatore, che abbraccia film, film d’animazione, serie televisive, videogiochi, cartoni animati. La sua era una voce calda e intensa, mai accademica, espressione di una gavetta d'attore: «La palestra importante fu la radio, ne feci veramente tanta e devo a Ugo Amodeo la mia impostazione recitativa», aveva detto in un’intervista al Piccolo di alcuni anni fa. «Entrai allo Stabile sotto Bolchi debuttando nel '71 in "Delitto e castigo". Poi provai la strada del doppiaggio e mi andò bene, tra fortuna e merito. Ma ai giovani devo dire di stare lontano dalle fatiscenti scuole di doppiaggio romane. Sono una truffa e servono soltanto a spillare soldi. L'unica via deve essere quella dell'attore. Senza essere attori il doppiaggio non si fa. Poi bisogna armarsi di coraggio e pazienza e iniziare i vari provini. È una strada molto difficile ma affascinante: il doppiaggio è sacrosanto, coniuga tecnica e artisticità, ma alla base c'è una sola veste: quella dell'attore».

Amava molto la serie americana “Law and Order”, dove aveva cominciato prestando la voce agli attori-poliziotti George Dzundza e Jerry Orbach, per poi assumere la direzione del doppiaggio, ma gli piaceva ricordare anche la sua partecipazione a “Happy Days”, e poi a Star Trek: Voyager, I Medici, La signora in giallo, fino a Il trono di spade. Gli attori che più amava erano quelli che venivano dal mondo del teatro: Tom Wilkinson, a cui prestò la voce in “Michael Clayton”, e Pete Postlethwaite, che doppiò in “Nel nome del padre” e “Grazie, signora Thatcher”. In “La forma dell’acqua” di Guillermo del Toro, vincitore di quattro Oscar e Leone d’oro, è di Franco Zucca la voce di Richard Jenkins.

Pubblicato su Il Piccolo