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Ultraleggero cade in un bosco e si incendia: morto il passeggero di 40 anni, grave il pilota

CODROIPO. Un ultraleggero è precipitato nella zona di Biauzzo, frazione di Codroipo. È successo la mattina di sabato 21 maggio. Da quanto si è appreso, in fase di decollo l’aeromobile ha improvvisamente perso potenza ed è caduto in un bosco. Era decollato alle 9.30 dall'avio superficie Al Casale. Dopo un minuto è precipitato.

Il mezzo ha preso fuoco subito dopo l’impatto. Il pilota, Marco Vivan, sessantaduenne di Porcia, è riuscito ad uscire tra le fiamme, ma versa in gravi condizioni in ospedale: ha riportato ustioni in diverse parti del corpo. E’ un pilota esperto, con diversi anni di esperienza alle spalle.

Per il passeggero, Mauro Caporale, 40 anni, sempre di Porcia, invece non c’è stato nulla da fare. È morto nel velivolo avvolto dal fuoco. Da un mese dirigeva la filiale della Credit agricole, a Prata. Sul posto sono accorsi il personale del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri.

Tra i primi soccorritori a giungere sul luogo della tragedia, Gianantonio Germanò, anch’egli di Porcia, che stava andando in moto a un raduno a Osoppo. Appena ha visto il fumo all'aviosuperficie si è fermato ed è corso a chiamare aiuto.

Ha subito riconosciuto l'amico Marco Vivan che era riuscito a uscire dall'ultraleggero. "Marco è un pilota esperto e metodico – ha affermato –, anche io volo e lo conosco molto bene. Non so che cosa possa essere accaduto".

I PRECEDENTI

Quello di Biauzzo di Codroipo è l’ultimo di una serie di fatti drammatici legati al volo. Nel maggio del 2015 un incidente simile costò la vita a due soci dell’Aeroclub Comina di Pordenone: il 68enne Roberto Giacon, nativo di Resana (Treviso) ma pordenonese d’adozione, ex colonnello dell’aviazione dell’esercito, e Mauro Armani, 65enne maniaghese nato a Montereale, assicuratore.

Il biposto Pioneer 200 Alpi Aviation a elica precipitò poco prima dell’atterraggio, in un campo agricolo che si affaccia su via dei Templari (strada provinciale 65), nel territorio comunale di San Quirino, a meno di tre chilometri dal campo di volo e a circa 200 metri dalla rotonda di villa d’Arco. A causa dell’impatto con il suolo si incendiò immediatamente. I due occupanti morirono sul colpo.

Nel 2010 un’altra tragedia del volo si consumò nelle campagne sotto Cividale, a pochi chilometri dall’aviosuperficie San Mauro che si trova tra Orzano e Premariacco, da dove un velivolo, un P-96 Tecnam ultraleggero a tre assi, era partito. Il mezzo urtò un albero e precipitò sul muraglione che delimita la sponda del Natisone, sul versante di Premariacco. Morirono un ragazzo di 21 anni e uno di 19.

Tre anni più tardi un aereo ultraleggero si schiantò al suolo a Rivoli di Osoppo, nel pressi dello stabilimento Pittini, sul ciglio della strada. Nell'incidente perse la vita Renato Degano, 46 anni, di Udine, considerato un pilota esperto. Il velivolo era partito poco prima dalla vicina aviosuperficie.

E nel luglio del 2016, a Camino al Tagliamento, una donna morì nell’aereo biposto caduto nelle campagne di Camino al Tagliamento. Era stato il figlio, un colonnello dell’Esercito, a farla salire su quel Tecnam P92 per farle provare l’ebbrezza del volo. Ad un tratto, il motore cominciò ad avere dei problemi, tanto che l’uomo lanciò un “may day”.

Quel segnale era stato raccolto da un elicottero che si era diretto verso la pianura del Medio Friuli per portare aiuto. Inutilmente. Il Tecnam P92 cominciò a scendere in picchiata. L’uomo tentò di dirigere il velivolo verso un campo di barbatelle con un estremo tentativo di salvare la propria vita e quella della madre che gli sedeva accanto.

Fece il possibile per evitare un impatto violento, ma l’aereo si schiantò contro l’argine che protegge il piccolo abitato di Pieve di Rosa, frazione di Camino al Tagliamento, dal fiume. Il velivolo si spezzò, imprigionando madre e figlio nell’abitacolo. La donna non riuscì a sopravvivere al forte impatto.

Pubblicato su Il Piccolo