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Scomparso Rolando Ceschia, infermiere testimone della legge Basaglia a Gorizia

Fu il primo interprete della riforma sanitaria dello psichiatra e per una vita dedicato al Centro di salute mentale goriziano

GORIZIA. Lutto nella categoria dei pensionati del settore sanitario per la scomparsa alla età di 93 anni dell’infermiere psichiatrico Rolando Ceschia. Goriziano tutto d’un pezzo ha svolto la sua carriera tutta all’interno del centro di salute mentale di via Vittorio Veneto. Rolando è stato uno dei primi operatori che si erano identificati nella nuova riforma sanitaria attuata dallo psichiatra Franco Basaglia. È stato testimone, in prima persona, dell’epocale cambiamento terapeutico messo in atto nel centro stesso nato a Gorizia e che ha trovato compimento, successivamente, a Trieste.

Importante la sua esperienza e la sua provata professionalità. Ma erano anni in cui si lavorava con l’entusiasmo tipico della consapevolezza di essere compartecipe di quella che è stata un’autentica rivoluzione. Il rapporto di amicizia con i pazienti era diventato sempre più stretto e, coloro che l’hanno conosciuto, sottolineano come espletasse il suo servizio con amore e dedizione. «Una collaborazione piena di fiducia e di umanità che lo ha visto vero dispensatore di bene e di carità», il ricordo di Rolando Ceschia.

Anche al di fuori del suo orario di lavoro incontrava, molto spesso, i suoi pazienti per strada che lo salutavano con grande gioia e riconoscenza per quello che stava facendo per loro. Ha sempre avuto parole di incoraggiamento per tutti. Il suo tempo libero lo ha dedicato totalmente alla famiglia trasmettendo tutto il suo amore e affetto alla moglie ed alle figlie.

Aveva felicemente celebrato assieme alla sua amata consorte Loretta Marega 63 anni di matrimonio. Una volta in quiescenza aveva continuato ad operare nel settore sociale a livello di volontariato, continuando quella che sentiva come una missione nelle fila dell’associazione “La Salute” di Lucinico rimanendo sempre pronto sul fronte dell’aiuto e dell’impegno solidale. Ma Rolando amava la compagnia. Era un tifoso della Juventus e si ritrovava spesso, davanti allo schermo, con gli amici più cari per seguire le partite di calcio dei bianconeri. Era appassionato anche (quando esisteva ancora una società che militava nei massimi campionati) della squadra di pallacanestro di Gorizia.

Tutti coloro che hanno avuto modo di conoscere e stimare Rolando Ceschia si recheranno, ora, a porgergli l’ultimo saluto nel ricordo di una persona buona che ha fatto della solidarietà e dell’aiuto dell’altro la sua costante di vita. Lascia le figlie Aurora con Luciano e Annalisa con Franco, oltre agli amati nipoti e pronipoti.

Il funerale sarà celebrato questa mattina alle 11 nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe Artigiano, nel quartiere di Stracis, partendo dall’ospedale San Giovanni di Dio di via Fatebenefratelli. —

 

Pubblicato su Il Piccolo