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La betoniera invade la corsia, poi lo schianto: così è morto Mario Biasin. La Triestina: «Più che un presidente era come un padre»

Il segretario generale D’Aniello: «Ogni mese una riunione a distanza con lui e i suoi amministrativi. Esempio di serenità e umiltà»

TRIESTE Lo choc per l’improvvisa scomparsa in un incidente stradale del presidente Biasin è ancora vivo in casa alabardata. Ma in qualche modo si deve andare avanti e dopo la chiusura di lunedì della sede l’attività ordinaria è ripartita.

Come riporta il network australiano 9News, secondo fonti della polizia, l’incidente a Nord di Melbourne (Kilmore) è stato causato da una manovra della betoniera il cui conducente ha perso il controllo invadendo la corsia nella quale transitava l’auto guidata da Biasin. Per lui non c’è stato scampo.

L’amministratore unico Mauro Milanese è in procinto di volare in Australia per stare vicino alla famiglia e per partecipare alle esequie anche se la data del funerale non è stata ancora comunicata. A fare da punto di riferimento al momento c’è il segretario generale Beppe D’Agnello.

Lui ha condiviso fin dai primi giorni l’esperienza della gestione Milanese-Biasin e ha conosciuto bene il presidente.

«È stata una notizia fulminante – dice D’Aniello – porterò sempre con me il privilegio di aver conosciuto una persona di straordinario spessore con un’umanità e un’umiltà che è raro incontrare».

In molti a Trieste hanno avuto la sensazione che Biasin vivesse a distanza, anche per il lavoro intenso in Australia con la Metricon, l’avventura della Triestina. Invece D’Aniello rivela un particolare inedito.

«A Trieste è venuto poche volte ma noi ci sentivamo ogni mese – sottolinea il segretario generale -. Periodicamente infatti partecipavo in video-call a un breefing con i suoi collaboratori amministrativi per analizzare l’andamento della gestione della società. Quasi sempre c’era anche Biasin che dispensava consigli e faceva anche da interprete a me nel suo triestino. E poi infondeva sempre serenità a tutti anche nei momenti difficili. Qualche volta, soprattutto nel periodo Covid, si era collegato in videochiamata dalla sua casa. Insomma era vicino alle vicende dell’Unione anche stando a oltre 6 mila chilometri di distanza. Abbiamo fatto l’ultima conference ad aprile e avevamo concordato di aspettare gli esiti dei play-off per convocare quella di maggio. E invece è arrivata questa terribile notizia. Sono addolorato e ci mancherà. Più che un presidente Mario Biasin era un padre per tutti anche qui in società».

Una volta passato il periodo dedicato giustamente all’elaborazione del lutto ci sarà da guardare avanti per capire come possa andare avanti la Triestina nel dopo-Biasin.

Non è né il momento, né ci sono ipotesi da elaborare perché molto dipenderà dalla volontà della famiglia Biasin e dalla conseguente scelta di impegno di Milanese.

Sul piano tecnico-operativo l’Unione può continuare ad agire perché tutte le deleghe e i poteri sono in capo all’amministratore unico. Biasin è solo formalmente il presidente ma soprattutto è il socio unico della società Met 511 che a sua volta detiene tutte le azioni della Unione Sportiva Triestina 1918 srl.

Socio unico che in questi sei anni di gestione ha costantemente erogato denaro con la formula del finanziamento-soci.

La somma versata dovrebbe essere superiore ai 20 milioni di euro anche perché le perdite di bilancio sono state aggravate dalla mancanza o dalla netta riduzione di ricavi (da biglietti e sponsor) dopo due stagioni e mezza di pandemia.

Pubblicato su Il Piccolo