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Giallo di Trieste, sotto le suole delle scarpe di Liliana terriccio compatibile con quello del bosco in cui è stato trovato il corpo

Il materiale raccolto sembra quindi indicare ragionevolmente un calpestamento del suolo di Liliana sito nel parco dell’ex Opp e delle vie di accesso

TRIESTE Il terriccio rinvenuto sotto le suole degli scarponcini di Liliana Resinovich è compatibile con quello del bosco nel parco dell’ex Opp, a San Giovanni, in cui la donna è stata trovata morta. Lo rende noto la Procura della Repubblica di Trieste, informando che è stata depositata la consulenza botanica effettuata sui residui vegetali presenti nelle suole delle scarpe indossate da Liliana al momento del rinvenimento del suo corpo privo di vita.

Un dettaglio non da poco, che dimostra che la donna potrebbe essersi incamminata da sola lungo il sentiero che conduce al punto in cui giaceva. Una prova in più che andrebbe a confermare l’ipotesi del suicidio.

Ma cosa dice nel dettaglio la consulenza? Le conclusioni sono le seguenti: "I reperti analizzati sembrano indicare un probabile legame con la vegetazione e suolo del ritrovamento e delle vie di accesso ad esso. Sembra plausibile che il materiale aderente alle scarpe, in particolare quello della scarpa destra, sia stato raccolto dalla Resinovich sul lastricato pedonale che costeggia l'ultimo tratto di vie Weiss prima dell'imbocco al sito di ritrovamento.

Dirimente la presenza di una samara di acero aderente alla parte anteriore della suola, che per aderire deve essere stata calpestata su una superficie rigida, come ad esempio quella della pietra del camminamento a fianco di via Weiss. Così vale per altri frammenti dei reperti, come l'ala del frutto di tiglio”.

" Nel periodo del ritrovamento, in corrispondenza di giorni di maltempo e ventosi, questo tipo di materiale vegetale si accumula comunemente sulla strada e sul camminamento prospiciente, ed è stato rilevato anche durante i sopralluoghi effettuati in febbraio e aprile. Anche la foglia di edera rinvenuta nel reperto è compatibile con l'abbondanza di edera presente in sito, specie della quale sembra essere presente anche un abbozzo di frutto incastrato nella suola della scarpa sinistra, anche se poco riconoscibile”.

"Il materiale raccolto dalle scarpe sembra quindi indicare ragionevolmente un calpestamento del suolo di Liliana del sito e delle vie di accesso allo stesso. Elementi di incerezza sono legati al cattivo stato di conservazione di alcuni frammenti vegetali, che tolti dalla scarpa sono stati messi in una provetta umida, e non hanno mantenuto la forma originale. Ulteriore conferma potrebbe essere ricercata con I`utilizzo di tecniche molecolari (DNA vegetale) per stabilire con maggior confidenza l'attribuzione alle specie presenti in loco”.

" Per completezza si aggiunge che le specie rinvenute nel boschetto e quindi sulle scarpe del cadavere sono compatibili con altri siti presenti nel comprensorio di San Giovanni ma anche con altri siti urbani di Trieste. Tuttavia, Ia combinazione dei frammenti vegetali e di suolo ritrovati costituiscono un elemento di unicità che suggerisce la conclusione che Resinovich possa aver percorso i tratti della via di accesso al sito in cui è stato ritrovato il corpo privo di vita".

Pubblicato su Il Piccolo