• Home
  •  > Notizie
  •  > Lorenzo morto in fabbrica studente di 18 anni, aperta un’inchiesta

Lorenzo morto in fabbrica studente di 18 anni, aperta un’inchiesta

Dopo il decesso del giovane Lorenzo Parelli la Procura indaga per omicidio colposo. Sequestrate le carte dello stage

Cosa stava facendo esattamente Lorenzo Parelli quando è stato travolto dalla trave d’acciaio? Chi c’era con lui nel capannone? Qualcuno lo stava aiutando nello svolgimento dei compiti che gli erano stati assegnati? Da che altezza è caduta la putrella? E chi aveva definito le procedure da seguire per il montaggio di quell’impianto di laminazione? Sono solo alcuni dei quesiti ai quali stanno cercando di dare una risposta gli inquirenti incaricati di fare luce sull’infortunio che venerdì scorso è costato la vita al diciottenne di Castions di Strada che, proprio quel pomeriggio, stava concludendo il suo stage di un mese alla Burimec di Lauzacco (Pavia di Udine), azienda che realizza sistemi di pesatura industriale e impianti meccanici per la siderurgia.

Lorenzo Parelli frequentava l’istituto salesiano Bearzi di Udine, era al quarto anno e aveva scelto il settore della meccanica industriale. Stava seguendo un percorso del Centro di formazione professionale dell’istituto stesso e aveva già svolto varie esperienze di stage in azienda. Dopo la tragica scomparsa dello studente, la Procura della Repubblica di Udine ha aperto un procedimento per l’ipotesi di omicidio colposo, allo stato a carico del legale rappresentante di Burimec, il friulano Pietro Schneider, settantun’anni, residente a Manzano. «L’iscrizione nel registro degli indagati da parte dell’Autorità giudiziaria è un atto dovuto – ha spiegato l’avvocato udinese Stefano Buonocore che segue l’azienda e la posizione del titolare – a garanzia anche dello stesso rappresentante legale, un atto compiuto per poter chiarire i fatti». C’è infatti la necessità, come ha sottolineato la stessa Procura udinese in una nota diffusa ieri, di «svolgere attività di accertamento irripetibile, come per esempio l’autopsia che con tutta probabilità verrà disposta nei prossimi giorni, nelle forme garantite di legge e ciò al fine di addivenire a una compiuta ricostruzione della dinamica dell’infortunio mortale». In altre parole, il fatto di iscrivere qualcuno nel registro degli indagati significa dargli la possibilità di nominare consulenti di parte che possono partecipare agli accertamenti irripetibili.

In questo momento il fulcro dell’indagine è di natura tecnica. Se già venerdì pomeriggio i carabinieri della Squadra rilievi del Nucleo investigativo di Udine, insieme ai colleghi della stazione di Cervignano, hanno raccolto una prima serie di elementi, ora la ricostruzione è in mano agli esperti del Dipartimento di prevenzione che ieri mattina hanno effettuato un nuovo sopralluogo nel capannone di via delle Industrie. Saranno loro a dover capire, anche dopo aver ascoltato le testimonianze di tutti i presenti e i responsabili, se le attività che Lorenzo Parelli stava svolgendo risultano compatibili con i protocolli e con quanto previsto per uno stagista. E, come ha precisato la Procura, «sono in corso approfondimenti d’indagine anche per individuare eventuali ulteriori profili di responsabilità anche a carico di altre figure aziendali». È stato il medico legale Carlo Moreschi a effettuare il primo sopralluogo alla Burimec venerdì pomeriggio e potrebbe essere lui stesso a ricevere anche l’incarico per l’esecuzione dell’esame autoptico. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Elena Torresin. Per il momento è stato disposto il sequestro dell’impianto per la laminazione su cui il giovane stava lavorando e di numerosi documenti che sono stati richiesti alla Burimec e che i responsabili hanno subito fornito. —

Pubblicato su Il Piccolo