• Home
  •  > Notizie
  •  > Omicidio-suicidio del monfalconese, il nipote Michele al parroco: «Preghi per mio nonno»

Omicidio-suicidio del monfalconese, il nipote Michele al parroco: «Preghi per mio nonno»

Il figlio di Dorjana: «Non potrà darmi indietro mia madre ma non voglio covare odio». Ha chiesto al pm di avere il diario segreto di Stellio

Alice Ferretti

«Ho chiesto a don Danilo, il nostro parroco, di pregare anche per l’anima di Stellio. Non potrà darmi indietro mia madre, ma non voglio covare odio. Ho toccato con mano cos’è l’odio e voglio percorrere la via del bene. Non sta a me giudicare mio nonno». La voce pacata non nasconde una sofferenza infinita, palpabile. Ma più di tutto sorprende la grande maturità. Michele Nicoletti, 29 anni, figlio di Dorjana Cerqueni, uccisa venerdì scorso a Rubano con due colpi di pistola dal padre Stellio che poi si è suicidato, dà una straordinaria lezione. Nonostante il nonno abbia ucciso Dorjana dopo aver covato contro di lei un odio durato anni, nonostante Michele resti orfano di mamma e la sua vita come quella della sua famiglia sia per sempre sconvolta, ha fatto una scelta di straordinario coraggio e di immensa levatura: quella di non odiare a sua volta. E ha addirittura chiesto al parroco del paese di pregare anche per il nonno-omicida. «Rimango dell’idea che alla base del suo gesto ci sia la follia, ma non voglio giudicarlo». Michele, che sta aspettando il via libera dalla Procura per poter organizzare il funerale della mamma, ha chiesto intanto al pubblico ministero Roberto Piccione titolare delle indagini, di avere il diario segreto del nonno. «Ho mandato una richiesta di accesso agli atti. Visto che questo diario è una lunga lettera rivolta a me vorrei poterlo leggere». Non per trovare una giustificazione a un gesto che di giustificazioni non ne può avere. «Da quello che ho potuto sentire riguardo al contenuto non è per niente coerente con quello che i miei familiari e le persone che conoscevano all’epoca mio nonno mi hanno sempre raccontato. Il gesto è folle ma sarebbe ancor più folle l’idea che in queste sessanta pagine si possa giustificare l’interruzione di due vite».

Il diario che Stellio Cerqueni, 88 anni, teneva nel borsello il giorno in cui è arrivato da Monfalcone per giustiziare la figlia Dorjana inizia così: «Lettera a mio nipote mai visto, scritta e riscritta mille volte». Nelle 60 pagine è contenuto il movente dell’omicidio-suicidio: un rancore covato negli anni per motivi economici. L’anziano parla di debiti, conti, miliardi di lire che la figlia e il genero, nonché suo ex socio in affari, gli avrebbero sottratto lasciandolo «sul lastrico, nella miseria, fame e povertà». Lo scritto si conclude con «adesso ti è chiaro perché non hanno voluto farti conoscere tuo nonno». Prosegue Michele: «Ho chiesto di leggerlo semplicemente perché è indirizzato a me». Il funerale di Dorjana, che ha compiuto 60 anni il giorno in cui è morta per mano del padre Stellio, non è ancora stato fissato. «In questi giorni ci troveremo tra pochi intimi per un momento privato di preghiera e cordoglio. Una volta che ci sarà il via libera dalla magistratura organizzeremo il funerale di mia mamma che sarà qui nella parrocchia di Rubano».

Pubblicato su Il Piccolo