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Poesia e follia di Brautigan un talento che nasce dall’inferno

Le illustrazioni di Marco Petrella e il testo di Filippo Golia  raccontano per Mattioli la parabola dello scrittore  vicino alla Beat Generation

Baffi e capelli lunghi color giallo paglia, grandi occhiali appoggiati su un naso importante, immancabile cappello da film western calcato in testa: l'aria da personaggio originale e bizzarro è già tutta nelle foto che immortalano Richard Brautigan. Il tormentato scrittore e poeta americano vicino alla Beat Generation, narratore dalla tecnica innovativa dei miti della tradizione del suo paese che aveva saputo fondere con gli eroi del cinema e della televisione, morto suicida nel 1984 e oggi tra i più rivalutati autori recenti, è protagonista di un raffinato e intenso graphic novel illustrato da Marco Petrella e sceneggiato da Filippo Golia: “Il bacio fantasma – Amori, poesie e follia di Richard Brautigan” (Mattioli 1885, pp. 94, euro 20).

L'albo, con una serie di grandi sequenze dai pochi selezionati colori, si concentra sulla giovinezza del futuro scrittore e sulla sua formazione piena di struggimenti e interrogativi nell'ambientazione magica della natura degli Stati Uniti. Quel mondo semplice e schietto, ideale per alimentare la sensibilità di un ragazzo che già vive di immagini poetiche ma sordo al suo bisogno di comprensione, è al centro del libro più famoso di Brautigan, “Pesca alla trota in America”. Per arrivare a quel capolavoro l'autore deve passare attraverso un'infanzia difficile, una famiglia disfunzionale, una serie di lavori umilianti e noiosi, in cui l'unico slancio è dato dalle foreste e dai fiumi dell'Oregon.

Questi scenari, insieme alla passione per Linda, una ragazza che lo respinge, sono il contesto in cui Petrella e Golia raccontano il fiorire del talento del giovane Richard. Tra fantasie e desideri che non riesce a realizzare, il protagonista dà forma a liriche e pensieri che toccano il cuore, come quello utilizzato per il titolo del fumetto: “Non c'è inferno peggiore che ricordare intensamente un bacio mai dato”.

La costruzione delle tavole del libro riesce con grande efficacia a descrivere lo stato di Washington, lo stato invernale della East Coast, lo stesso dove alla fine del secolo scorso sarebbe nato il Grunge, rivoluzione nel campo musicale con una forza pari a quella della Beat Generation nell'ambito letterario. È un luogo dove machismo e sensibilità si accompagnano, tra boscaioli e anarchia, ma talmente lontano dai centri in cui accadono le cose che alla fine Brautigan sarà costretto a spostarsi a San Francisco.

Non l'avesse fatto si sarebbe forse risparmiato il trauma dell'internamento in manicomio e l'elettroshock? Sarebbe arrivato lo stesso al successo e successivamente al suicidio? Petrella e Golia non forniscono risposte ma sanno raccontare molto bene la nascita delle incredibili pur se acerbe liriche che finiranno nella prima raccolta “Perché i poeti sconosciuti restano sconosciuti” che Brautigan consegnerà alla madre di Linda prima di lasciare per sempre il suo Oregon.

Nel testo che chiude il volume Filippo Golia, inviato del Tg2 e autore di libri per bambini, si avventura in un'interessante dissertazione sul rapporto, mancato e impossibile, tra Brautigan e Salinger, altro autore fondamentale per la letteratura americana del secondo Novecento. A quanto pare i due non si lessero mai a vicenda e forse non si sono nemmeno accorti della reciproca esistenza ma Golia analizza la questione in maniera stuzzicante. Il graphic novel centra l'obiettivo di narrare la straordinaria educazione sentimentale del giovane Brautigan e contribuisce a far riscoprire in Italia le sue intense e brucianti poesie. —

Pubblicato su Il Piccolo