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Centinaia di persone in fila per abbracciare Alessio

Commozione e raccoglimento al funerale del tredicenne precipitato dal Rilke. Sulla bara una t-shirt con il suo motto: «Se dovevo stare fermo, nascevo albero»

TRIESTE Una grande folla, commossa, silenziosa, formata da amici, parenti e rappresentanti istituzionali, ha tributato ieri l’ultimo omaggio ad Alessio Rotta, il tredicenne scomparso tragicamente otto giorni fa, cadendo dal sentiero Rilke sulle rocce di Sistiana. Centinaia di persone, fin dalle prime ore del mattino, hanno mestamente formato una lunghissima fila nella sala grande del cimitero di via Costalunga, avvicinandosi passo dopo passo alla stanza nella quale i genitori, Benedetta Niccolini e Massimo Rotta, e i parenti più stretti hanno sostato per ore, con grande dignità e compostezza, accanto alla bara del loro piccolo Alessio.



Sul feretro, appoggiata, una maglietta con una scritta emblematica: “Se dovevo stare fermo, nascevo albero”. Un motto che Alessio era solito ripetere, perché testimoniava la sua grande vitalità, la sua voglia di essere sempre in movimento e di partecipare, cimentandosi nelle discipline sportive più diverse e impegnative. Una frase che rappresenta la personalità di un ragazzo strappato alla giovinezza da un terribile destino.



Ieri mattina hanno voluto essere presenti i compagni di classe e di scuola, gli insegnanti di Alessio, che frequentava la terza media alla “De Marchesetti” di Sistiana, scuola rimasta chiusa in base a un’ordinanza del Comune, emessa proprio per favorire la partecipazione alla cerimonia in cimitero. A loro si sono affiancati tanti ragazzi che, con lui, avevano condiviso i giochi all’asilo, i primi insegnamenti delle elementari, il passaggio alle scuole medie, le avventure dell’adolescenza.



In mezzo alla folla, moltissimi i vigili del fuoco, Corpo del quale fa parte il papà di Alessio, specializzato proprio nelle operazioni di soccorso in condizioni estreme. A rappresentare le comunità di Trieste e di Duino Aurisina i rispettivi sindaci, Roberto Dipiazza e Daniela Pallotta, e il prefetto, Valerio Valenti. La famiglia, prevedendo un grande afflusso di persone, aveva stabilito un orario dalle 10 alle 12. Non è stato sufficiente. Molti si sono presentati al cimitero ben prima delle 10 e a mezzogiorno c’era ancora una lunghissima fila di persone che volevano ancora recitare l’ultima preghiera, farsi il segno della croce, sfiorare la bara, nella piccola saletta dove era stata composta la salma di Alessio.


A un certo punto, qualcuno ha messo accanto al feretro anche un’altra maglietta, quella dell’associazione che raggruppa i genitori che hanno sofferto, come quelli di Alessio, la tragica perdita di un figlio in giovane età, per far sentire a Benedetta e Massimo la partecipazione di chi ha già provato lo stesso straziante dolore. La famiglia di Alessio Rotta ha optato per la cremazione, che avverrà nei primi giorni di aprile, poi le ceneri del 13enne saranno disperse nelle acque del golfo. «Usciremo con le barche per quest’ultimo gesto - ha detto il nonno di Alessio, Gualberto Niccolini, noto a Trieste per il suo trascorso professionale di giornalista e poi di parlamentare – perché vogliamo che Alessio ritorni a quel mare che amava tanto e che ha intensamente vissuto praticando tanti sport». —



 

Pubblicato su Il Piccolo