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Papa Francesco deciderà sulla beatificazione del gradese Egidio Bullesi

La commissione vaticana sta esaminando una  misteriosa guarigione che sarebbe avvenuta per mano del Venerabile



La biografia e alcuni libretti dedicati al Venerabile Egidio Bullesi sono nelle mani di Papa Francesco.

Un tanto per evidenziare il fatto che i componenti dell’apposita commissione vaticana stanno esaminando un presunto miracolo ascritto al Venerabile. I resti del miracolato si trovano in un’urna incastonata nella cappella dell’Apparizione dell’isola-santuario di Barbana. Se sarà accertata la presenza del miracolo – e il parere dei medici è nettamente in questo senso – il Pontefice dovrebbe procedere alla Beatificazione di Egidio Bullesi, morto a Pola esattamente 90 anni fa. A consegnare personalmente la documentazione al Pontefice è stato il rettore del Santuario di Barbana, fra Stefano Gallinaro. L’opportunità è capitata pochi giorni fa in occasione del convegno nazionale e internazionale dei rettori dei santuari sparsi nel mondo. Complessivamente sono stati in 160 i rettori che il Pontefice ha poi voluto incontrare personalmente uno a uno, ascoltando le varie suppliche o notizie. Fra questi c’era appunto anche il rettore di Barbana.

Intanto Barbana si prepara a ricordare solennemente i 90 anni dalla morte del Venerabile, che ricorrono il 25 aprile: muore colpito dalla tisi, il 25 aprile del 1929 a Pola. Non aveva compiuto nemmeno 24 anni. Sebbene fosse così giovane era molto seguito dai marinai. Durante il servizio militare, fece proseliti ottenendo alcuni conversioni e un caso di vocazione religiosa. Dopo la sua morte, un marinaio diventò frate Francescano, e poi missionario in varie parti del mondo col nome di Egidio-Maria. Inoltre, il Venerabile era seguito anche dagli aderenti all’Azione Cattolica. Potrebbe dunque diventare un Beato molto apprezzato. E siccome era nato a Pola nel 1905, una sua beatificazione sarebbe sicuramente seguita anche dagli istriani.

Qualche cenno sulla sua vita. Nel 1915 è profugo con la famiglia prima a Rovigno d’Istria e poi a Graz. Nel 1918 ritorna a Pola per fare l’apprendista in un cantiere navale dove, all’interno, si impegna anche in un’opera di apostolato. Nel 1920, in occasione di uno sciopero, innalza il tricolore sulle gru più alte e con due fratelli, dà vita all’Associazione cattolica della parrocchia diventando anche animatore dei giovani Aspiranti di Ac. L’anno successivo partecipa a Roma – a soli 16 anni – al Congresso nazionale per il 50° di fondazione dell’Azione Cattolica. Dal 1925 presta il servizio militare di due anni come marinaio, svolgendo sempre opera di apostolato tra i commilitoni. Dopo il congedo, lavora come disegnatore nel cantiere navale di Monfalcone, ma presto la malattia lo obbliga a continue cure. Nel luglio del 1997 la Chiesa, con decreto di Papa Giovanni Paolo II, lo riconosce come Venerabile. Il programma del prossimo 25 aprile non è stato ancora definito nei dettagli. La solenne celebrazione nel Santuario verrà seguita dal corteo che proseguirà in processione sino alla Cappella dell’Apparizione per rendere omaggio ai suoi resti. È prevista la partecipazione dei frati francescani, dei marinai, dei componenti di Ac, di pullman di fedeli provenienti dall’Istria e Trieste. –



Pubblicato su Il Piccolo