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Bimba morta dopo le dimissioni dal Burlo, il pm acquisisce i documenti

La piccola deceduta dopo essere stata dimessa per due volte dal Burlo. La Regione apre una procedura di verifica

Il pm Matteo Tripani ha acquisito la documentazione clinica relativa alla bambina di due anni e mezzo morta martedì scorso dopo due “accessi” e altrettante dimissioni dal pronto soccorso del Burlo. Sono i referti ma anche i fogli relativi alle analisi e alle valutazioni specialistiche, oltre ovviamente alle prescrizioni terapeutiche con la diagnosi di faringite.

I poliziotti hanno anche acquisito la documentazione sull’intervento effettuato martedì sera nell’abitazione della famiglia dai sanitari del 118, che per oltre un’ora hanno invano cercato di rianimare la piccola. Tutto sarà utile per capire come mai una bambina dimessa due volte dal pronto soccorso sia poi morta.

È questo il nucleo dell’inchiesta del pm Tripani. Per ora è un fascicolo senza indagati, ma quello di ieri è stato il primo passo formale per verificare se ci siano responsabilità e omissioni all’origine della tragedia costata la vita alla bambina. Bisognerà capire cosa e perché non sia stato fatto. E come mai nessuno, fino all’allarme lanciato dai genitori al 118, si sia accorto di quanto fossero gravi le condizioni della bambina. Intanto nelle prossime ore il pm nominerà il proprio consulente incaricandolo formalmente di eseguire la già decisa autopsia sul corpo della piccola.

Intanto ieri, come ha reso noto l’assessore Maria Sandra Telesca, è entrata in azione anche la Direzione regionale della salute che su input dello stesso assessore ha aperto una procedura di verifica interna sull’accaduto. «Il mio pensiero - ha detto Telesca - va al dolore straziante che vivono i genitori della piccola per la tragedia che li ha colpiti. Porgo loro le mie sentite condoglianze».

Una settimana fa i genitori avevano accompagnato al Burlo la bambina per tosse, febbre e brividi. La piccola era stata trattenuta in osservazione qualche ora: era stata sottoposta ad aerosol terapia e le erano stati somministrati dei farmaci. Poi era stata dimessa. Il giorno successivo, dopo una notte trascorsa in casa, la bambina aveva accusato gli stessi sintomi. Così ad appena 24 ore dalle prime dimissioni i genitori preoccupati l’avevano riaccompagnata al Burlo, dove ancora una volta era stata sottoposta ad aerosol terapia e poi dimessa nella convinzione che la patologia fosse di poco conto o comunque non tale da presupporre il ricovero. Invece martedì sera la tragedia: la piccola è morta in casa, nel suo letto, a 24 ore dalle seconde dimissioni.

Pubblicato su Il Piccolo