È morto a 81 anni Carlo Delich

Era un punto di riferimento anche nel mondo del calcio dilettanti

Lutto nell’associazione Arma aeronautica per la scomparsa, a 81 anni, del maresciallo maggiore Carlo “Carletto” Delich. Goriziano tutto d’un pezzo, conosciuto e stimato, è stato simbolo e punto di riferimento del mondo sportivo ed associazionistico cittadino.

Una lunga carriera, la sua, tutta passata nell’arma militare dell’aeronautica che lo ha visto entrare, già a 17 anni, alla scuola specialisti di Caserta ottenendo il brevetto di marconista. Da qui i primi impieghi sugli aerei militari solcando i cieli di tutta Europa, per poi essere dislocato nei vari aeroporti della penisola. Per la sua spiccata professionalità e profonda competenza è stato poi chiamato, per un periodo, allo Stato Maggiore dell’Arma aeronautica a Roma dove si è distinto per la sua serietà, attaccamento ed alto senso del dovere. Durante la sua carriera ha prestato servizio in molti aereoporti e distaccamenti, dallo Stato Maggiore a Roma, a Cameri, al Monte Venda, sede dell’allora 1° Roc (Regional operation center), a Istrana, sede del 51mo Stormo caccia al quale è rimasto legato e iscritto al suo circolo fino ad oggi.

L’ultimo ed il suo più prestigioso trasferimento è stato quello di aver operato con altrettanto impegno e dedizione, all’aeroporto di Rivolto, sede della mitica pattuglia acrobatica nazionale. Anche qui, il suo servizio è stato di un’eccellenza unica ottenendo il massimo riconoscimento da parte dei vertici militari. Una volta in quiescenza, è rimasto indissolubilmente iscritto e legato da un vincolo di intenso affetto alla stessa squadra acrobatica così come all’associazione Arma aeronautica della sezione di Gorizia ed all’Associazione paracadutisti d’Italia.

Per i suoi meriti è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana e della medaglia Mauriziana. Altrettanto intenso è stato l’impegno di Carlo nello sport cittadino prima come direttore tecnico della compagine dell’associazione arma aeronautica e successivamente, per una lunga stagione, apprezzato segretario della Federazione italiana gioco calcio (Figc) con l’allòra compianto presidente Mario Marega.

Importante altresì, il suo apporto collaborativo con la Pro Gorizia e con l’associazione sportiva Sanrocchese. Una passione immutata ed entusiastica per il calcio, la sua, manifestata sempre con tanto calore ed esaltante cordialità. Con il suo sorriso e la sua innata simpatia sapeva convincere, consigliare, indirizzare i giovani verso mete sicure e fidate. Era un punto di riferimento.

Con il suo decesso, la città perde una figura di alto valore che ha contrassegnato una indimenticabile stagione sportiva costellata da successi e da soddisfazioni suscitando un’ondata di ricordi in tutti coloro che l’hanno conosciuto. Lascia la moglie Anna, il figlio Andrea i fratelli Mario, Dolores ed Eli. La data dei funerali non è stata ancora stabilita.

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Pubblicato su Il Piccolo