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La morte di Walter causata da un solo colpo in testa: ecco quello che sappiamo sul giallo di Gorizia

Pappalettera ha chiesto aiuto prima di morire. Si indaga per omicidio ma non è esclusa la caduta violenta. Disposta l’autopsia

GORIZIA È riuscito a fare un’ultima chiamata con il cellulare per chiedere aiuto. Walter Pappalettaera, il 41enne goriziano deceduto domenica pomeriggio in seguito alle lesioni causate da una probabile aggressione avvenuta in uno dei garage del Residence “Mirella” di via Garzarolli 115, è stato trovato a terra agonizzante dal padre Giuseppe, allertato proprio da una telefonata. È stato il papà della vittima a comporre poi il numero unico dell’emergenza 112 per chiedere l’intervento di un’ambulanza. Una volta sul posto, però, i sanitari hanno potuto fare poco per evitare il tragico epilogo. Nonostante il tempestivo e prolungato intervento degli operatori, l’uomo è deceduto.

Non è al momento chiaro se prima di morire, Pappalettera sia riuscito a dare delle indicazioni per ricostruire quanto accaduto. Sull’episodio indaga la Squadra mobile della Questura di Gorizia con il coordinamento della procuratrice capo facente funzioni Laura Collini. L’ipotesi di reato è l’omicidio. In una nota gli investigatori si sono limitati a diffondere pochi elementi essenziali. Le cause del decesso verranno chiarite solo dopo l’autopsia. Allo stato attuale si sa soltanto che il 41enne presentava delle ecchimosi al volto ed una ferita lacerocontusa sulla fronte. «L’attività investigativa in atto non consente la divulgazione di ulteriori informazioni come risulta prematura ogni altra considerazione sull’accaduto», evidenzia la nota. Di certo comunque sul corpo non ci sono ferite da arma da taglio e nemmeno segni di tortura.

Non è chiaro quindi se si sia trattato di un pestaggio (come inizialmente ipotizzato) o di un incidente con il responsabile che è fuggito lasciando a terra l’uomo agonizzante. Di certo, a differenza dei garage dei condomini vicini, il cancello del Residence “Mirella” è elettrico ed è sempre chiuso. Si apre solo al passaggio dei veicoli autorizzati. È quindi molto probabile che chi ha colpito Pappalettera fosse sceso nella rimessa assieme alla stessa vittima. Considerato il contesto, pensare che si sia trattato di un agguato è difficile, anche se l’ipotesi non può essere esclusa a priori. Più facile pensare che tra la vittima e l’aggressore sia scoppiata una lite e ad avere la peggio sia stato Pappalettera. Sui motivi si possono solo fare ipotesi. Gli investigatori non tralasciano in ogni caso alcuna pista. Neppure quella della caduta violenta.

Lunedì mattina gli agenti sono tornati nel garage di via Grazarolli e hanno eseguito nuovi accertamenti. La rimessa si trova sul lato nordest, quello che guarda verso l’ufficio postale. E all’ufficio postale, come al non lontano bar “La Fuente”, sono state chieste le registrazioni dei sistemi di viedeosorveglianza. I filmati potrebbero avere immortalato la fuga dei responsabili.

Lunedì non è stata confermata (ma nemmeno smentita) la presenza di un testimone oculare che avrebbe visto una macchina allontanarsi a grande velocità dal condominio azzurro di via Grazarolli.

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Pubblicato su Il Piccolo