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Viktor Sulčič, l’architetto nato a Santa Croce che creò la Bombonera

Nel Piccololibri la spiritista Nella Doria Cambon, due autori dal passato criminale e i 100 anni di Callisto Cosulich

TRIESTE. Appena pochi giorni fa gli è stato intitolato il piccolo stadio di Santa Croce, dove gioca la squadra del Vesna. Un atto simbolico da parte del suo paese natale, un tributo al progettista che, di stadi, ne ha disegnato uno che appartiene all’immaginario collettivo, e non solo degli sportivi: la Bombonera di Buenos Aires. Ma del geniale disegnatore sloveno Viktor Sulčič, formatosi alla scuola per capi d’arte di Trieste, poi agli istituti di Belle Arti di Bologna e Firenze, il sito della squadra del Boca Juniors non fa menzione, attribuendo la Bombonera solo all’architetto Josè Delpini, con cui Sulčič dagli anni Venti costituì un tandem impareggiabile. Purtroppo in Argentina, dov’era emigrato per sottrarsi all’Italia fascista, il suo titolo accademico non venne riconosciuto. Così l’idea e il nome di quella costruzione a tre livelli di gradinate in acciaio, la “scatola di cioccolatini” pensata apposta per ospitare cinquantamila spettatori in un terreno non grande e costretto tra le case, a Sulčič saranno scippati per sempre.

Quello dell’architetto di Santa Croce, che fu anche pittore e letterato, morto nel ’73 a 79 anni e le cui spoglie sono custodite nel caveau dell’Associazione slava del cimitero di Chacarita a Buenos Aires, è uno dei tanti ritratti che propone il Piccololibri, domani in edicola col nostro quotidiano all’interno del fascicolo di critica e cronaca letteraria Tuttolibri.

Un’altra figura interessante da riscoprire è quella della poetessa spiritista Nella Doria Cambon, nata a Trieste nel 1872. Bella, colta, ricca, moglie dell’impresario di costruzioni ferroviarie Costantino Doria, fondatore della loggia massonica “Alpi Giulie”, Nella, a cavallo del secolo scorso, decise di cimentarsi nella scrittura poetica, ispirata in particolare dallo stile di D’Annunzio, e tenne un ricercato salotto, dove invitava letterati e maggiorenti cittadini.

Con l’entrata in guerra dell’Italia dovette andare al confino a Wagna e a Vienna con tutta la famiglia, per il coinvolgimento di Costantino in attività fortemente irredentiste, ma una volta rientrata in città la sua poetica cambiò, influenzata dallo spiritismo diffuso in quegli anni. Nella lussuosa dimora di via Ghega 4 organizzava sedute spiritiche, in cui il medium Enrico Forni interrogava personaggi del calibro di Napoleone e Dante, Savonarola e Maria Antonietta. Lo stesso D’Annunzio, durante la Reggenza del Carnaro, chiese a Nella Doria Cambon di fargli avere i messaggi mediatici che gli aveva inviato la madre, donna Luisa de Benedictis. Nel 1930 la poetessa pubblicò “Canti dello Zodiaco”, la sua opera più conosciuta, in cui però si sfogava amaramente per essere stata fatta oggetto di “scherni, frizzi, ironie, parole acute”. Anche Benedetto Croce non la prese troppo sul serio, quando Nella gli scrisse invitandolo a considerare le manifestazioni di Dante durante le sedute spiritiche come apertura a un nuovo approccio critico.

Altri due approfondimenti del Piccololibri si occupano di singolari figure di letterati dal passato “delittuoso”. La prima è quella dello scrittore tedesco Karl May (1842-1912), prolifico autore di best seller per ragazzi tradotti in venti lingue e venduti in tutto il mondo, che ambientò a Trieste “L’enigma di Miramare”, settantottesimo volume di una serie di ottantaquattro con gli stessi personaggi. May da giovane fu espulso dal seminario per aver rubato sei candele e in seguito non potè più insegnare a causa della costante e incontrollabile cleptomania, che lo portò anche in prigione. Trenta dei suoi romanzi - di cui erano fan sia sia Hitler sia Einstein - sono tradotti in italiano.

È ambientato nel 1933 a Trieste anche “Una questione di tradimento” dell’autrice di spy story best seller Anne Perry, pseudonimo della londinese Juliet Marion Hulme (nata nel ’38), che a 15 anni fu condannata per aver partecipato all’efferato omicidio della madre della sua migliore amica, a Christchurch, in Nuova Zelanda, dove viveva coi genitori. La donna fu colpita a morte con una pietra avvolta in un collant. Dalla vicenda è stato tratto un film di Peter Jackson, in cui una giovane Kate Winslet interpreta la futura scrittrice.

Nello sfoglio del Piccololibri, infine, il paginone centrale celebra i cent’anni dalla nascita del critico Callisto Cosulich, mentre la copertina ricorda la visita a Trieste del regista e pittore polacco Tadeusz Kantor, per un progetto teatrale che non vide mai la luce.

Pubblicato su Il Piccolo