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La squadra di hockey, poi la carriera da cuoco da Parigi a Trieste: chi è Ares, il 32enne morto con lo scooter in strada nuova per Opicina

Beorchia è morto domenica nello scontro con la Seicento. La dinamica dell’incidente non è ancora chiara

TRIESTE Trentadue anni da compiere a novembre, cuoco di professione. Ares Beorchia, triestino, domenica sera stava tornando a casa dal papà, nell’abitazione di via Damiano Chiesa. Ma in Strada nuova per Opicina, all’altezza delle “Beatitudini” si è ritrovato improvvisamente un’auto davanti. Un impatto violento. Ares è morto sul colpo. Il giovane forse non ha avuto nemmeno il tempo di tentare di frenare: sull’asfalto ci sono pochissimi segni.

Al volante della vettura, una Fiat Seicento grigia, c’era un cinquantasettenne triestino. L’uomo procedeva in direzione di Opicina, quindi verso su. Lo scooterista andava invece in discesa. L’asfalto era umido dalla pioggia caduta durante la giornata.

Saranno le perizie ad acclarare l’esatta dinamica dell’incidente, di cui si sta occupando la Polizia locale. Ci vorrà tempo. Ma dalle prime ricostruzioni – su cui al momento è bene usare il condizionale – sembra che l’automobilista abbia perso il controllo della vettura, invadendo la corsia opposta con un testacoda. L’uomo correva? Beorchia, preso alla sprovvista, avrebbe centrato in pieno la macchina. I due mezzi, contorti e incastrati l’uno nell’altro, si sono fermati a bordo della corsia lato mare della strada, cioè quella su cui stava procedendo la vittima. La posizione finale della Seicento e dello scooter, almeno visivamente, potrebbe confermare la dinamica descritta.

Ma il cinquantasettenne, portato in ospedale (non si è ferito in modo grave), avrebbe riferito una versione diversa su come è avvenuto l’incidente. L’altra ipotesi, dunque, è che sia stato lui a essere travolto dallo scooter. E che sarebbe finito nell’altra carreggiata nel tentativo di schivarlo. Le sue dichiarazioni diventeranno materia di indagine. Gli accertamenti serviranno a chiarire anche la velocità con cui viaggiava il trentaduenne. Considerando la violenza dell’impatto, è plausibile che non stesse andando pianissimo.

Quel che è certo è che lo schianto è stato letale per il giovane: ha riportato una frattura vertebrale e cervicale, una frattura esposta al femore e traumi addominali. I sanitari del 118, dopo i disperati tentativi di rianimazione, non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Ares faceva il cuoco. Aveva seguito il corso alberghiero e poi lavorato a Parigi, a Ravenna e in vari locali triestini. Da ragazzino faceva parte della squadra di hockey in-line del Polet.

Pubblicato su Il Piccolo