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Strage di Peteano, quel doppio legame che unisce Mossa all’Arma dei carabinieri

MOSSA Un doppio legame di storia passata ma anche, più drammaticamente, recente unisce Mossa all’Arma dei carabinieri.

Si tratta della presenza, nel cimitero del piccolo paese isontino, delle tombe di carabinieri morti nella battaglia del Podgora avvenuta il 19 luglio 1916. Ma si tratta, anche, della presenza della sepoltura del brigadiere dei carabinieri Antonio Ferraro, una delle tre vittime della strage di Peteano. Ferraro, come noto, aveva sposato la mossese Rita Famea.

E il Comune di Mossa, in collaborazione con la municipalità di Sagrado e la Parrocchia di Mossa, vuol ricordare degnamente il tragico evento che il 31 maggio 1972 sconvolse il nostro Paese. Sono stati, così, predisposti momenti e iniziative aperti alla cittadinanza.

Oggi, alle 18, nel centro civico comunale sarà presentato il libro “Anni Bui-Storie sconosciute di uomini in divisa ammazzati dal terrorismo dal 1956 al 1980” scritto dal giornalista e storico Salvatore Lordi: laureato in lettere moderne all’Università La Sapienza, ha lavorato per “Il Gazzettino” di Venezia, le news di Radio Montecarlo e “Correva L’Anno” per Raitre. Attualmente, fa parte della redazione del giornale radio di “Radio Dimensione Suono”. Partendo dall’irredentismo tirolese, passando per le estremizzazioni degli anni di piombo e giungendo alla strage che devastò la stazione centrale di Bologna, Salvatore Lordi traccia le coordinate storico-politiche che portarono all'ascesa degli estremismi eversivi di destra e sinistra. Sempre oggi, ma alle 11, è stata celebrata una messa nella parrocchiale di Mossa in suffragio dei caduti della strage di Peteano: Antonio Ferraro, Franco Dongiovanni, Donato Poveromo.

Infine, martedì 31 maggio, alle 10.30, nel piazzale del cimitero comunale di Mossa, sarà deposto un omaggio floreale sulla tomba del brigadiere dei carabinieri Antonio Ferraro.

Pubblicato su Il Piccolo