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Gorizia, il Lipizer vieta anche gli autori russi. Il maestro ucraino: «Scelta stupida»

Pavel Vernikov è di Odessa: «Così si alimenta la russofobia e si dà credito alle azioni del Cremlino»

TRIESTE. Dopo le violiniste, i compositori: Schostakovich, Tchaikovski, Glazunov, Prokofiev sono finiti nell’elenco degli autori banditi dalla terza fase del concorso internazionale di violino “Rodolfo Lipizer”, in programma a Gorizia dal 2 all’11 settembre.

In una nota inviata ai concorrenti viene spiegato che il programma istituito dalla direzione artistica a novembre «si sta rivelando in parte impraticabile». «Le orchestre interpellate per collaborare alla terza fase – si legge – si oppongono all’esecuzione dei concerti di autori russi come sanzione contro la Federazione russa per la crudele e atroce guerra d’invasione contro l’Ucraina democratica e sovrana». I partecipanti, vengono quindi invitati a rivedere il proprio programma scegliendo una combinazione di concerti tra le opere di Beethoven, Mendelssohn, Brahms, Lalo, Sibelius, Szymanowski, Stravinsky, Berg, Britten, Glass, Penderecki, Sulpizi, Bartok, Barber. E salta subito all’occhio un’incongruenza: Stravinsky. L’autore naturalizzato francese, poi diventato cittadino americano, era originario di San Pietroburgo, esattamente come due delle violiniste escluse dall’associazione “Lipizer” e assistite dal legale goriziano Marco Mizzon.

«Rinunciare alla cultura russa è una stupidità assoluta». A dirlo non è uno chiunque, è un musicista ucraino, noto ed apprezzato a livello internazionale, già ospite della manifestazione goriziana nel 2007. Il maestro Pavel Vernikov è nato a Odessa, è sposato con una russa, vive in Svizzera e a Vienna ha tra le sue allieve Anastasia Pentina, violinista esclusa dal concorso di settembre insieme a Carolina Averina e Lidia Kocharyan. «L’esclusione delle ragazze non è discriminante: è stupida – sottolinea senza dubbi Vernikov auspicando un ripensamento da parte dell’associazione –. Da ucraino dico che la guerra è orribile. Se non si vuole gente legata al Cremlino, posso capirlo. Buttare fuori delle musiciste che non c’entrano niente con il governo russo e che vivono da anni fuori dal loro Paese natale, invece, è semplicemente stupido. Rinunciare poi alla cultura russa è ulteriormente stupido. Bisogna protestare contro le atrocità della guerra. È contro questo che bisogna protestare. Vedo tanta preoccupazione per la cultura russa, meno per i bambini uccisi».

«Non si devono fare pagare ad altri i crimini di chi guida la Russia – prosegue il maestro –. Fra quattro o sei mesi, o quando questa guerra finalmente sarà finita, si riascolteranno Tchaikovski o Schostakovich, ma i bambini morti non potranno farlo. Quello che voglio dire è che non possiamo spostare la tragedia su chi partecipa a un concorso musicale. È imperdonabile e aiuta il governo russo: gli dà forza perché così può dire che c’è un’ondata di russofobia nel mondo e così si dà credito a Putin. È una situazione assurda»

Pubblicato su Il Piccolo