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La cultura goriziana in lutto per la morte dell’artista Giulio Nerini

Artista poliedrico, aveva 71 anni. Aveva lavorato alla Bsi e al fondo Michelstaedter aveva ispirato i brani del cd “Il volo della crisalide”

GORIZIA Per definire Giulio Nerini, l’aggettivo “poliedrico” sembra essere il più giusto. Non è un caso, allora, che in tanti ne piangano la scomparsa avvenuta nella sua abitazione goriziana a 71 anni, dopo brevi ricoveri nell’ospedale cittadino prima, in quello di Udine poi: nulla, tuttavia, si è potuto fare contro un male inesorabile.

Lascia un vuoto: grazie alla sua cordialità e alle sue passioni, Nerini era molto popolare. Suonava la chitarra, le tastiere e componeva musica. Come se non bastasse, dipingeva e scriveva poesie. Aveva a lungo lavorato alla Biblioteca Statale Isontina.

Verso la metà degli anni Ottanta, aveva iniziato a collaborare al fondo Carlo Michelstaedter e la possibilità di toccarne con mano i preziosi taccuini lo avevano portato a uno studio dell’autore e, soprattutto, alla creazione di brani ispirati ad alcune sue liriche. Il cd “Il volo della crisalide”, realizzato con il sostegno della Regione, della Biblioteca e del Centro Crali con la collaborazione di Francesco Imbimbo, era nato proprio così: per omaggiare il filosofo goriziano.

Avendo lavorato alla Bsi, naturalmente, Nerini non era certo felice del delicato momento che la storica istituzione sta traversando. «Il mio augurio - aveva scritto di proprio pugno - è che la Biblioteca Statale Isontina continui ad essere la “nostra” biblioteca, un punto di riferimento fondamentale della vita cittadina quotidiana attorno alla quale gravitano cultura, svago, studio, informazione, integrazione e relazioni umane».

Nerini, insomma, si era sempre dimostrato “dentro le cose”, dentro la vita cittadina, dentro i suoi mutamenti: l’adorata bicicletta gli permetteva di addentrarsi nei luoghi cittadini più suggestivi. Per il resto, era pronto ad intraprendere nuove avventure artistiche e, a tal proposito, quale miglior occasione per realizzarle della Capitale europea della Cultura 2025?

Lascia la compagna Elena Stolfo e i tre figli Eleonora, Marco e Sara.

Le note avevano rappresentato uno dei suoi primi amori: nel 1967 aveva fondato il gruppo “Le Provos” assieme a Gigi De Gressi, Sergio Giorgini, Gianni Corli e Fulvio Mongado. In seguito, aveva fatto parte di un’altra formazione: i Radio Remix, vincitori a Udine nel 1983 del Festival regionale rock, con Bill Hawkhead, Lucio Comelli, Giordano Chiarion e Giulio Nonnes. In collaborazione con l’amico Italico Chiarion aveva inoltre pubblicato altri cd: “Thank you” e “Know yourself”.

Il funerale si terrà venerdì alle 10 nel Santuario di Santa Maria Regina dei Popoli in Preval, a Mossa, muovendo dalla cappella del Cimitero centrale di Gorizia dove lo si potrà salutare dalle 8.30 alle 9.30. Quindi, verrà sepolto nel cimitero di Mossa. Durante le esequie verranno eseguiti alcuni brani tratti da “Il volo della crisalide” e saranno lette alcune sue poesie da parte di Roberto Guerritore, un altro dei suoi tanti amici.

Pubblicato su Il Piccolo