• Home
  •  > Notizie
  •  > La passione per il calcio, il lavoro in banca e quel volo fatale regalato dai genitori per il suo compleanno: ecco chi era Mauro, il 40enne morto nello schianto dell’ultraleggero

La passione per il calcio, il lavoro in banca e quel volo fatale regalato dai genitori per il suo compleanno: ecco chi era Mauro, il 40enne morto nello schianto dell’ultraleggero

L’incidente all’aviosuperficie al Casale di Codroipo, il velivolo è precipitato subito dopo il decollo. Gravissimo il pilota 62enne Marco Vivan, anche lui di Porcia

CODROIPO. Decidono di decollare presto, per godersi la mattinata in volo. Ma subito dopo l’ultraleggero precipita e, nello schianto, muore tra le fiamme Mauro Caporale, 40 anni, di Porcia.

COSA E’ SUCCESSO

Sono le 9.30 quando Marco Vivan, 62enne di Porcia, si mette alla guida del Pioneer 300. Alle spalle ha anni di volo e di esperienza. Sul velivolo sale anche Caporale, compaesano, responsabile della filiale della banca Crédit Agricole FriulAdria a Prata di Pordenone: siede al suo fianco. Gliel’avevano regalata i genitori quell’esperienza, il loro regalo per i 40 anni, che aveva compiuto il 4 marzo.

Il velivolo decolla dalla pista in erba verde, tra le vigne dell’aviosuperficie Al Casale di Codroipo. Trascorrono sessanta secondi. Il mezzo precipita in una boscaglia in zona Prati di Loreto e poi prende fuoco. Caporale muore tra le fiamme. Vivan, nonostante le gravissime ustioni riportate in gran parte del corpo, riesce a uscire dal velivolo.

I SOCCORSI

Intanto sul posto arrivano i primi soccorritori. C’è il gestore del campo volo Alessandro Snidero, c’è l’amico di Vivan, Gianantonio Germanò che si è fermato dopo aver visto il fumo tra gli alberi. Subito dopo, giungono due squadre del distaccamento dei vigili del fuoco volontari di Codroipo con il supporto di un’ulteriore squadra e l’autobotte dalla sede centrale del comando provinciale di Udine assieme al funzionario di guardia, l’ispettore Flavio Pozzetto.

Iniziano a spegnere le fiamme riuscendo a estinguerle ed evitando così che si estendano a tutta l’area e, assieme al personale sanitario del 118, soccorrono pilota e passeggero. Purtroppo per Caporale non è possibile far altro che constatarne il decesso. Vivan viene invece trasportato con l’elisoccorso – che la Centrale Sores di Palmanova ha inviato a Codroipo con una ambulanza – al Centro gravi ustionati di Padova dove è ricoverato in terapia intensiva in gravissime condizioni.

GLI ACCERTAMENTI

Sul posto intervengono i carabinieri della Compagnia di Udine con la Sezione Rilievi supportati dai colleghi della stazione di Codroipo. Sono ancora tutte da chiarire le cause dell’incidente all’ultraleggero avvenuto subito dopo il decollo. I carabinieri avviano subito gli accertamenti. Utilizzano un drone per riscontrare che non ci siano altri rottami del mezzo – completamente distrutto a seguito dello schianto e dell’incendio – sparsi nella zona boschiva e per delimitare l’area in cui è caduto il velivolo raccogliendo così tutti gli elementi utili per le indagini. I vigili del fuoco operano a lungo per mettere in sicurezza l’area. Sul posto giungono anche il personale dell’Ente nazionale sicurezza volo e il pm di turno, Barbara Loffredo.

I rilievi e le operazioni per il recupero della salma del 40enne proseguono fino a tarda serata. dolore all’aviosuperficie All’aviosuperficie Al Casale torna a calare il silenzio, che subito dopo le 9.30 era stato interrotto dalle sirene dei mezzi di soccorso. Arrivano anche i familiari del 40enne sposato e con un figlio. Gli amici di Vivan guardano l’area del boschetto dove è precipitato l’ultraleggero contornata dal nastro bianco e rosso posto dalle forze dell’ordine. Si chiedono che cosa sia successo in quel minuto di volo. Che cosa abbia determinato lo schianto. Scuotono la testa, a stento trattengono le lacrime. E ribadiscono che il 62enne è un pilota «assolutamente esperto, competente e preparato. Sempre molto attento e con una grande esperienza alle spalle».

CONSULENZE E PERIZIE

Adesso è ancora troppo presto per determinare quale sia stata la dinamica dell’incidente. Serviranno le consulenze e le perizie per ricostruire effettivamente che cosa abbia causato lo schianto. Gli accertamenti sono stati avviati immediatamente. Ora è il tempo del dolore per la famiglia di Caporale. Lui che quel volo l’aveva tanto desiderato.

Era una delle sue passione, assieme a quella per il calcio. E finalmente, sabato 21 maggio era arrivato il momento di decollare, finita la settimana di lavoro in banca. Giornata di sole, giornata perfetta per volare. Poi la tragedia che ha spazzato via tutto, riducendo l’ultraleggero in un ammasso di lamiere in mezzo alla fitta boscaglia. E ha fatto calare il silenzio, là poco distante dalla pista di decollo in mezzo alle vigne.

Pubblicato su Il Piccolo