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Ronchi, nella chiesa di San Lorenzo l’ultimo saluto ad Alessandro, morto a 21 anni sull’A23

È la decisione dei genitori, che attendono il nulla osta alla sepoltura dalla Procura. Tre telegrammi dalla Site dove lavorava il giovane morto sull’A23 a 21 anni

TRIESTE Sarà tra le braccia della chiesa di San Lorenzo, che l’ha tenuto a battesimo e seguito nelle sue tappe di crescita, l’ultimo saluto ad Alessandro Paolini, vittima a 21 anni del tragico schianto di mercoledì sull’A23, nel tratto tra Udine nord e Gemona, chilometro 41, all’altezza del comune di Buja.

Lo hanno stabilito i genitori, mamma Donatella e papà Eddo, che attendono il nulla osta alla sepoltura del figliolo, nel camposanto di Ronchi, dalla Procura di Udine. Sull’incidente la magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio stradale.

Alessandro Paolini, occupato da un paio di mesi alla filiale di Ruda della Site, azienda specializzata in servizi nell’ambito delle telecomunicazioni, si trovava al momento del pauroso sinistro sul sedile del passeggero. Non guidava lui, il mezzo aziendale che, stando a una primissima ricostruzione – ma la dinamica è ancora al vaglio degli inquirenti –, si è schiantato sul tir con targa polacca, il cui guidatore, un ucraino di 56 anni, è uscito illeso. Al volante del mezzo aziendale c’era un collega di Paolini, un 23enne originario di Catania, di cui non sono state fornite le generalità dalla Polstrada. Portato all’ospedale di Udine, a seguito di vari traumi, sarebbe in via di dimissione. L’incidente mortale, tra il tir e il furgone, si è verificato alle 8.23 sul tratto dell’A23 in direzione Tarvisio. Lo sfortunato ronchese nell’urto, violentissimo, è deceduto all’istante.

Vermagliano è stravolta, nel lutto. Tanti giovani, in queste ore, si stanno alternando a casa dei Paolini, per porgere le condoglianze ai genitori di Alessandro e alla sorella maggiore Viviana. Anche questo un segno tangibile di quanto amore, amicizia, fratellanza, il 21enne abbia lasciato dietro di sé. Sempre ieri, all’abitazione di Vermegliano, sono arrivati tre telegrammi dalla sede centrale della Site, dalla filiale di Ruda e dai colleghi della vittima, tutti tesi a manifestare cordoglio.

Gli amici sono affranti, sotto choc, non si capacitano per quell’amico strappato troppo bruscamente al loro affetto. Ognuno ne ricorda un particolare, un aneddoto, una parola buona. Si pensa a come ricordarlo degnamente, durante il funerale e dopo.

«Un ragazzo esemplare, impossibile trovare su di lui una nota negativa», spiega l’amico Francesco Capitanini, che compie gli anni lo stesso giorno di Alessandro, il 27 luglio. «Quando lo vedevo mi si illuminava lo sguardo – dice – era davvero un ragazzo pulito, solare, simpatico, uno che si fa ben volere». Fabiano Ascione, un paio d’anni addietro, con Alessandro “Ale” Paolini, aveva condiviso anche la stagione lavorativa estiva alla Tenuta Primero di Grado. «Era quando vendevo case mobili – ricorda – quell’estate non me la scorderò mai. Era un ragazzo di buon cuore». Mancherà a tutti, enormemente

Pubblicato su Il Piccolo