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Investito e poi dimesso muore dopo un mese: indaga la Procura

Il cormonese Cecot, 89 anni, era stato investito sulle strisce pedonali Indagati l’automobilista e il direttore di Neurologia

CORMONS Era stato investito da un’auto sulle strisce pedonali in via Montereale a Pordenone il 18 agosto, a cento metri da casa sua. Le sue condizioni non erano apparse gravi, tanto che due giorni dopo, il 20 agosto, era stato dimesso. Ventinove giorni dopo l’incidente il pensionato Francesco Cecot, originario di Cormons e residente nel capoluogo del Friuli occidentale, è spirato invece in ospedale. Aveva 89 anni. La procura di Pordenone ha aperto un’indagine per chiarire le cause del decesso.

Con la moglie Milvia Jordan, nativa di Capriva del Friuli, Francesco aveva da poco festeggiato, il 4 settembre, il sessantunesimo anniversario di matrimonio. Contando anche i cinque anni di fidanzamento, l’amore li ha uniti per 66 anni.

La coppia si era trasferita dalla provincia di Gorizia a Pordenone nel 1963, per motivi di lavoro. Francesco ha lavorato alla Zanussi: in particolare era impiegato nell’ufficio acquisti della Sole. Dalle nozze è nato Christian, ora agente immobiliare. «Non mi aspettavo che te ne andassi così, ma hai lottato fino alla fine come hai sempre fatto e cercherò di fare lo stesso in futuro. Grazie per essere stato la persona che sei e grazie per tutto quello che hai fatto per me», sono alcune delle frasi dedicate al nonno dal nipote Mattia in un toccante messaggio su Instagram.

Il pensionato è stato insignito del titolo di maestro del lavoro. Faceva il volontario all’associazione nazionale lavoratori anziani e conduceva una vita molto attiva. Ogni giorno una passeggiata di 5-7 chilometri, saliva e scendeva le scale a piedi più volte, dal terzo piano, senza alcuna fatica. «Chi lo conosceva, gli dava 14 anni in meno», ha ricordato il figlio Christian.

Poi l’incidente. L’anziano ha riportato un trauma cranico, fratture facciali e abrasioni alle gambe. La tac ha evidenziato degli ematomi in testa, da tenere sotto controllo. La convalescenza in casa è proseguita come da prescrizione dei medici, poi, all’improvviso, il 5 settembre, prima dell’alba, ha cominciato ad accusare un fortissimo mal di testa. «Lo aveva avuto anche nei giorni precedenti, ma quel giorno era insopportabile, così mia mamma ha chiamato il 112, verso le due e mezza o tre di notte», ha ricordato Christian.

Il pensionato è stato portato all’ospedale di Pordenone e poche ore dopo trasferito in neurochirurgia a Udine, dove è stato sottoposto a un’operazione al capo. L’8 settembre è stato trasferito in elicottero al Santa Maria degli Angeli, in terapia intensiva. Non si è più risvegliato.

Il pm Marco Faion ha sequestrato le cartelle cliniche e sonda le ipotesi di omicidio stradale e omicidio colposo. In vista dell’autopsia, hanno ricevuto l’informazione di garanzia il conducente dell’auto (l’ispettore del lavoro dell’Inail in pensione Luciano Bomben, 71 anni, di Pordenone, difeso di fiducia dall’avvocato Marco Zucchiatti) e il direttore della Soc di Neurologia a Pordenone (Paolo Passadore, 57 anni, residente a Padova, con l'avvocato Federica Tatti d’ufficio). I familiari, assistiti dall’avvocato Francesco Silvestri, hanno nominato come consulente tecnico Giovanni Del Ben.

Spetterà all’autopsia, affidata al medico legale Antonello Cirnelli e al professor Felice Esposito della facoltà di neurochirurgia all’università di Napoli appurare se il decesso dell’anziano sia collegato ai traumi riportati nell’incidente stradale o se vi siano eventuali profili di responsabilità da parte del professionista sanitario.

Pubblicato su Il Piccolo