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Allarme Gpl sulla Chrysler della famiglia bengalese

La Polizia stradale rivela un particolare inedito: l’auto è stata messa  in sicurezza perché c’era  il rischio di esplosione

A una settimana esatta dal tragico incidente stradale sull’autostrada A34 Gorizia-Villesse in cui ha perso la vita la piccola Rahida, 4 mesi, di nazionalità bengalese, emerge un particolare inquietante rimasto inedito. E che trova oggi conferme fra gli agenti della Polizia stradale. La Chrysler Voyager, in cui viaggiava la famiglia originaria del Bangladesh e residente a Monfalcone, era alimentata a Gpl, acronimo di “Gas di petrolio liquefatti”, una miscela di idrocarburi alcani a basso peso molecolare composta principalmente da propano e butano.

Nel tremendo schianto, il serbatoio di Gpl è rimasto seriamente danneggiato e lesionato. Tant’è che al momento dell’intervento dei vigili del fuoco registrava delle perdite. I pompieri, con la consueta professionalità, hanno operato isolando la zona e rendendo inoffensivo il gas. «E hanno così disinnescato - spiega la stradale - il rischio di un’esplosione che avrebbe avuto effetti inimmaginabili». Peraltro, in quei frangenti, la madre della piccina morta nell’incidente era incastrata nelle lamiere contorte della monovolume: pertanto, i vigili del fuoco hanno dovuto adottare tutte le cautele del caso. L’incidente, poi, si è verificato a brevissima distanza dal cavalcavia di Savogna d’Isonzo: sopra, si è assiepata quasi istantaneamente una piccola platea di curiosi che ha assistito a tutte le tappe dei soccorsi.

Riguardo alla dinamica, tutto al momento è “al vaglio”. Pare che Giulio Mosetti, avvocato goriziano e presidente della Pro Gorizia, avesse sorpassato (ma ben prima del tamponamento) un camion guidato da un autotrasportatore straniero. Poi, dopo aver percorso un tratto di autostrada in corsia di sorpasso, pare sia rientrato nella normale corsia di marcia, andando a tamponare la Voyager, all’interno della quale viaggiava la famiglia bengalese. —

Fra.Fa.

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Pubblicato su Il Piccolo