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Addio a Claudio Misculin da Basaglia al teatro fondò l’Accademia della follia

L’attore e regista  è morto ieri all’ospedale di Cattinara a Trieste  aveva 65 anni ed era malato da tempo



Dopo una lunga malattia, è morto ieri all’ospedale di Cattinara l’attore e regista teatrale Claudio Misculin. Nato a Trieste nel 1954, Misculin aveva fondato all’interno dell’ex ospedale psichiatrico triestino di San Giovanni la compagnia teatrale L’Accademia della Follia insieme alla psicologa Angela Pianca. Il primissimo gruppo risale al 1976 con il nome di Teatro Pirata, poi nell’83 era nato il Velemir Teatro, infine nel’92 ecco l’Accademia della Follia il cui importante progetto culturale, che da allora ha tenuto spettacoli in tutta Italia e anche all’estero, nasceva dalla rivoluzione che Franco Basaglia aveva lanciato proprio a Trieste.

La caratteristica dell’Accademia della Follia che la rende unica è quella di essere composta da “matti” al punto che lo stesso Misculin, in maniera provocatoria, sintetizzava così la formula del suo gruppo teatrale: «Tecnica più follia uguale arte». E il “matto” per lui era un talento artistico che con le giuste occasioni per esplorare la creatività e il gioco delle maschere può superare e abbattere la condizione di “malato”. Tra i numerosi riconoscimenti della compagnia anche la prestigiosa Medaglia al merito nel campo delle Arti, della Cultura e dello Spettacolo del Presidente della Repubblica Italiana nel 2010 e il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco per lo spettacolo “Stravaganza” scritto da Dacia Maraini e diretto da Misculin. L’ultimo spettacolo diretto da Misculin è andato in scena questa estate al Lunatico Festival: si tratta di “Le avventure del Randazzo”, un testo nato da un canovaccio inedito di Dario Fo e ambientato in Cina con protagonista un capro espiatorio felice. Oltre alle opere teatrali, Misculin aveva dato vita a convegni, workshop, laboratori di artigianato teatrale ed era stato protagonista con i suoi attori, nel 2005, del film documentario “Mattintour” prodotto e trasmesso da Rai Tre, un vivace e toccante spaccato sulla vita della compagnia che mescola danza, teatro e musica. Nel 2015 Anush Hamzehian ha diretto sullo stesso argomento il documentario “L’Accademia della Follia” prodotto in Francia. Come attore, Misculin aveva interpretato sul grande schermo i film “Ybris” (1984) di Gavino Ledda, “L’alba di Luca” (2001) e “I Fratelli d’Italia” (2005) di Roberto Quagliano e “Fuori dalla corde” (2007) di Fulvio Bernasconi. Il suo metodo di lavoro in teatro si basava sull’introspezione fisica: uno studio del personaggio che parte dal corpo e cerca di rendere l’attore quanto più credibile in scena. Tra i suoi spettacoli con l’Accademia della Follia, “Mattatoio” (2000), “La bela vita” (2001) “Crucifige – La passione dissacrante della santità della follia” (2012), “Obelix e Asterix” (2014), “Mi no firmo” (2018), mentre come attore aveva lavorato con lo Stabile regionale negli anni Ottanta recitando in spettacoli come “Conzai per le feste” per la regia di Mario Maranzana e “L’affare Danton” con regia di Andrzej Wajda. Nel libro “La luce di dentro – Viva Franco Basaglia” curato da Giuliano Scabia nel 2010 è contenuto il lungo monologo “Io sono tu che mi fai”, testo autobiografico dello stesso Misculin che di sé diceva:«Sono matto come un cavallo e sono onorato di essere matto». —

Pubblicato su Il Piccolo