• Home
  •  > Notizie
  •  > Progetto forno crematorio Verdetto in aula a San Pier

Progetto forno crematorio Verdetto in aula a San Pier

Domani scadono i termini e nel Consiglio comunale odierno la giunta Zandomeni si esprimerà sulla proposta di una società di Ravenna. Ma il paese resta spaccato

SAN PIER D’ISONZO. A San Pier d’Isonzo la giunta comunale ha preso una decisione sull’interesse pubblico e quindi la fattibilità della proposta avanzata dal Consorzio nazionale di produzione e lavoro Ciro Menotti di Ravenna di realizzare un forno crematorio in un’area adiacente a quella cimiteriale. La comunicherà però solo nella seduta convocata per oggi, alle 17.30. Al limite del termine di 90 giorni, perentorio, concesso dalla normativa per esprimere un giudizio e che scade domani.

La commissione tecnica nominata dall’amministrazione per una valutazione preliminare del progetto e della proposta della società cooperativa ha ultimato il suo lavoro, esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo (ma assolutamente non vincolante) sulla fattibilità e allo stesso tempo evidenziando i possibili aspetti migliorativi da porre a base di un eventuale bando di gara.

Al di là di alcune puntualizzazioni nel quadro economico, la commissione suggerisce un miglioramento degli aspetti architettonici con maggiore integrazione paesaggistica e impiantistico (doppia linea cremazione, recupero energetico). La valutazione indica come auspicabili anche delle modifiche alla convenzione rispetto al fine vita di impianti e strutture (rimozione e demolizione a carico del concessionario o intervento straordinario di adeguamento dell’impianto), alla maggiorazione dei rientri previsti per il Comune e di un ulteriore sconto tariffario per i residenti.

Intanto in paese pare aumentare l’opposizione al progetto. Pendente sempre la richiesta di referendum consultivo della popolazione avanzato da un gruppo di cittadini (compresi i consiglieri di minoranza), il Pd, che pure si è incontrato in questi giorni per fare il punto sulla questione, ha deciso di organizzare una consultazione informale dei cittadini domenica nel caso in cui l’amministrazione non bocci il progetto.

La proposta avanzata dalla società cooperativa di Ravenna in sintesi prevede l’affidamento in concessione, per 25 anni, del servizio di cremazione con progettazione, realizzazione (con 12 mesi di lavori) e gestione di un nuovo tempio crematorio. L’investimento a totale carico del soggetto privato è valutato in poco meno di 3,5 milioni di euro. Il piano al momento comprende una royalty annua al Comune proporzionale al fatturato derivante dalle operazioni di cremazione con un minimo garantito (15 mila euro l’anno più 3% sulle tariffe). Per l’ente c’è inoltre la possibilità di inserire un diritto di ingresso salma-resti. A fronte del volume di attività ipotizzato (circa 1.150 salme e 325 resti da cremare all’anno) l’introito per il Comune si aggirerebbe sui 110 mila euro all’anno in media. L’edificio del tempio crematorio si svilupperebbe su un livello, occupando circa 555 metri quadri di superficie, che diventano in totale 915 compresi i portici esterni.

Nell’ampia area verde sul retro verrebbero ricavati il giardino della memoria per il commiato e ricordo, il cinerario comune e due manufatti composti da nicchie cinerarie per la conservazione delle urne sigillate contenenti le ceneri. A corredo parcheggi e una fascia verde lungo l’intero perimetro esterno del parcheggio e della strada. La superficie totale, ora a destinazione agricola, da acquisire da privati previa procedura espropriativa è di poco meno di 6 mila metri quadri. La fascia di rispetto cimiteriale conseguente all’ampliamento del cimitero, potrà essere ridotta da 200 a 50 metri, previo parere favorevole dell’Azienda per l’assistenza sanitaria.

La nuova area cimiteriale verrebbe quindi posta a una distanza di oltre 300 metri dal centro abitato di San Pier d’lsonzo, e dalle zone C di espansione territoriale, ma sarebbe decisamente più vicina ad alcune realtà produttive agricole locali. In tutto quattro gli addetti al nuovo impianto: un direttore con funzioni di amministrativo e tre operai specializzati. La proposta avanza garanzie sull’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, anche sul fronte dei filtri depolveranti, per abbattere le emissioni e quindi l’impatto ambientale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Il Piccolo