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Ogni anno 100 autopsie svolte al San Polo

Un centinaio di autopsie all’anno. Tre quarti dei decessi, circa 75, sono considerati casi sospetti. Il direttore di Anatomia patologica dell’ospedale di San Polo, Alessandro Brollo, aveva dato la...

Un centinaio di autopsie all’anno. Tre quarti dei decessi, circa 75, sono considerati casi sospetti. Il direttore di Anatomia patologica dell’ospedale di San Polo, Alessandro Brollo, aveva dato la misura della mole di lavoro da fronteggiare per stabilire i reali casi di amianto. Solo una parte rivela all’esame autoptico l’effettiva causa asbesto correlata. «Non risultano segnali di diminuzione circa l’andamento del fenomeno – aveva detto Brollo nel settembre dell’anno scorso – legato alle malattie e ai decessi per amianto. È prevedibile che prima o poi i casi cominceranno a ridursi, ma risentiamo ancora degli effetti risalenti agli anni ’60 e ’70. Negli anni’80 c’è stata una significativa riduzione dell’esposizione all’amianto, ma solo dopo la legge del 1992 l’esposizione è terminata». L’esecuzione dell’autopsia è vincolata alla richiesta di riscontro diagnostico da parte del medico curante o del medico che ha assistito al decesso. «Questo primo passaggio è imprescindibile – spiega Brollo –. Il mio compito è quello di comunicare alla Procura se è stato richiesto il riscontro diagnostico, e qualora mi viene confermato, procedo con l’ autopsia e all’inoltro all’autorità giudiziaria dei relativi esiti».

Pubblicato su Il Piccolo