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Morto a Gorizia, Walter aveva gestito per alcuni anni la tabaccheria di San Rocco: ecco chi era

GORIZIA Un sentimento di incredulità. È quello che ieri ha pervaso l’animo degli abitanti del quartiere di Sant’Anna, rimasti attoniti nell’apprendere la notizia dell’omicidio di via Grazarolli. Per gran parte della mattinata si sono rincorse le voci sul nome e sull’età della vittima e sul luogo esatto dell’aggressione. Prima è stato confermato il luogo, poi, poco dopo le 11, il nome.

Mentre nel campo dietro alla parrocchia si svolgeva il centro estivo per bambini, di fronte al Residence “Mirella” hanno cominciato a passare diversi curiosi. Al Bar “La Fuente” i clienti chiedono di poter leggere il giornale per farsi un’idea della situazione. «È incredibile quello che è successo. Qui. A Sant’Anna. A Gorizia. Nella tranquilla Gorizia», scandisce uno degli avventori appoggiandosi al bancone del bar.

Per quanto l’aggressione appaia come un atto di violenza diretto nei confronti specifici della vittima - legato a un non meglio chiarito regolamento di conti nel mondo degli stupefacenti - e non abbia le caratteristiche dell’episodio casuale, c’è chi, dopo l’omicidio di Walter Pappalettera si preoccupa per i propri familiari. «C’è in giro un assassino e non mi fido a lasciare andare a spasso mia figlia da sola. Andrò a prenderla», osserva un altro avventore.

A San Rocco, dove Pappalettera gestiva l’edicola tabacchi di via Veniero, monsignor Ruggero Dipiazza non si nasconde dietro a un dito e se da un lato è diretto, dall’altro pone delle domande a cui è difficile trovare delle risposte. «Il ragazzo - osserva - era problematico, difficile da approcciare, spesso imbronciato. Dava l’idea di avere un malstare. In questi casi però la domanda è sempre la stessa: da cosa era causato questo stato d’animo? Era causato da un percorso deviato o da difficoltà familiari?».

La risposta ormai ha poca importanza. Ora a importare è capire cosa è successo domenica pomeriggio in quel box di via Garzarolli 115 per dare delle risposte ai familiari del quarantunenne morto.S.B.

Pubblicato su Il Piccolo