• Home
  •  > Notizie
  •  > Addio a Luciano Prioglio, decano degli spedizionieri

Addio a Luciano Prioglio, decano degli spedizionieri

Era l’ex titolare della Spa con sede a Prosecco, esponente di una dinastia che ha fatto la storia dei traffici portuali

TRIESTE. Si è spento a 92 anni Luciano Prioglio, ex titolare della Fratelli Prioglio Spa, per anni una delle realtà più note nel campo delle spedizioni internazionali, prima che l’allargamento dell’Unione europea cambiasse radicalmente gli scenari tra caduta delle barriere doganali, modifiche legislative e recessione.

La dinastia Prioglio ha rappresentato un pezzo importante della storia dei traffici commerciali a Trieste, vivendo sulla propria pelle i cambiamenti epocali che hanno caratterizzato il territorio triestino dall’inizio del Novecento fino alla caduta dei confini. Di origini piemontesi, la famiglia si era trasferita da Fiume a Postumia e infine a Trieste. L’attività era definitivamente decollata nel secondo dopoguerra per poi consolidarsi tra gli anni ’80 e ’90. C’erano la Fratelli Prioglio Spa, presieduta da Luciano con sede a Prosecco, e la Tomaso Prioglio International: il core business era il trasporto di merci e, in particolare, di bestiame.

La Fratelli Prioglio era stata fondata nel 1949 e nel corso dei decenni era diventata una realtà di spicco, specializzandosi nei servizi logistici e doganali, oltre alle consulenze. L’area di Prosecco era uno dei poli della logistica, dove si concentravano varie società. Almeno fino ai primi anni ’90, l’ultima fase in cui l’Europa era divisa ancora in due blocchi e le attività doganali mantenevano il loro valore strategico. Poi tutto è cominciato a cambiare: merci e bestiame che prima riempivano i magazzini sono diventati progressivamente sempre meno numerosi, fino a scomparire del tutto.

Lo scorso anno i 45 mila metri quadrati dell’ormai ex compendio della Fratelli Prioglio a Prosecco sono stati aggiudicati all’asta alla Timt (Trieste intermodal maritime terminal), società controllata al 55% dalla Ulusoy e partecipata al 45% dalla Samer.

«Luciano Prioglio fece parte di quel gruppo di spedizionieri che in un’Europa ancora divisa dei confini seppe intrecciare relazioni commerciali con tutti i Paesi dell’Est – lo ricorda Stefano Visentin, attuale presidente dell’associazione degli spedizionieri del porto di Trieste –. Quando molte delle barriere doganali caddero, la sua casa di spedizioni spostò ancora oltre il proprio raggio d’azione, divenendo un centro di competenza sull’autostrada del mare fra Europa e Turchia».

Nel 2012 era morto il cugino Roberto Prioglio, che oltre a guidare la Tomaso Prioglio International, per un ventennio era stato presidente dell’associazione triestina degli spedizionieri, nella quale Luciano aveva ricoperto l’incarico di consigliere. Roberto era stato uno dei grandi protagonisti dei traffici portuali, in particolare per quanto riguarda l’attività che si svolgeva nel terminal animali vivi (nell’area dell’attuale Porto vecchio), andato poi in crisi sempre di pari passo con l’allargamento dell’Ue. Ancora nel 2003 erano passati per quel terminal qualcosa come 81 mila capi di bestiame. La parabola discendente, però, era ormai irreversibile. L’attività era comunque proseguita diversificandosi. C’erano le sedi a Prosecco e a Fernetti, oltre a un’acquisizione ad Ancona che aveva comportato il trasferimento di fatto di una parte della ditta nelle Marche. La crisi non si era fermata, e per la Tomaso Prioglio International era arrivata la liquidazione nel 2009, poi il fallimento nel dicembre 2011. L’altra parte della famiglia aveva mantenuto ancora l’attività per alcuni anni proprio nello scalo di Prosecco, quello della Fratelli Prioglio di Luciano e della figlia Elena, purtroppo mancata prematuramente lo scorso anno.

Luciano Prioglio lascia la moglie Ada, le figlie Debora e Marta e il genero Ivo. I funerali sono stati fissati per lunedì alle 10.30 nella chiesa del cimitero. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicato su Il Piccolo