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Il diploma al Marconi e lo stage a Norwich, così gli insegnanti ricordano Alessandro, morto sulla A23: «Era un ragazzo modello, siamo addolorati»

RONCHI Un ragazzo che non poteva lasciare indifferenti. Con quello sguardo pulito, incredibilmente aperto sul mondo, acuto, una testa vivace e piena di curiosità. «Sicuramente un buono, sempre presente, disponibile a dare una mano», dice la mamma. Ma non sono solo le parole di un genitore, è anche il ritratto degli insegnanti, degli amici. Che in questo momento di dolore ineluttabile si stringono alla famiglia di Alessandro Paolini, il 21enne di Ronchi dei Legionari morto in un incidente stradale sull’autostrada A23.

Il peggior lutto che possa colpire una persona, dicono da Gorizia, dove tutti i collaboratori e fino al Questore Paolo Gropuzzo esprimono cordoglio per la prematura morte del figlio di una collega, mamma Donatella Ampola. Anche il Pattinaggio di Ronchi ha manifestato le più sentite condoglianze alla loro atleta Viviana Paolini, sorella di Alessandro.

«Non ci sono parole – ha scritto il sodalizio sui social – per giustificare tale perdita, lo ricordiamo con affetto: ci ha accompagnato fin da piccolino a tutte le gare del gruppo spettacolo e faceva parte anche lui della famiglia. Un abbraccio al papà Eddo e alla mamma Donatella».

Grande dispiacere è stato espresso pure dal mondo scolastico, con il preside del Marconi di Staranzano Marco Fragiacomo: «Aveva frequentato con buoni risultati la nostra scuola, dove si era perfettamente integrato partecipando in terza al progetto di stage linguistico a Norwich, mentre in quinta si era distinto per l’assiduità d’impegno, capacità di dialogo, interesse per le materie. Era considerato dagli insegnanti un bravetto». «Ogni volta che apprendiamo tragiche notizie che riguardano nostri ex studenti – conclude il dirigente scolastico – è un colpo al cuore. E particolarmente in questo caso, visto che il povero Alessandro è spirato mentre stava al lavoro».

Si associa il professor di Elettrotecnica Leonardo Zanin: «Veramente un bravo ragazzo, rispettoso nei modi, molto educato, mai sopra le righe nel suo porsi verso gli insegnanti. Non ho mai avuto problemi, come pure può capitare talvolta con gli studenti, con lui. Si poteva scherzare, fare la battuta. Era un simpatico, ma sempre nei modi corretto e affabile». «Sono addolorato per i genitori – conclude –, mi ricordo in particolare del papà ai colloqui. È una doppia tragedia che l’incidente stradale sia accaduto proprio mentre Alessandro si trovava al lavoro». «Il classico ragazzo che ti dà soddisfazioni scolastiche», aggiunge un altro insegnante che ha avuto il giovane come allievo. Si tratta di Paolo Dreossi, professore di Tecnico-pratica e Laboratori: «Ha sempre avuto buone valutazioni, ma si è distinto soprattutto sotto il profilo umano. In quinta, quando i rapporti si fanno più distesi e capita di scherzare, le sue battute risultavano sempre divertenti, mai fuori luogo. Sapeva rispettare il rapporto insegnante-alunno. Un carattere improntato alla correttezza, il suo. Era un ragazzo ben inserito in classe, che ha saputo mettere a frutto le proprie capacità, visto il lavoro che aveva trovato». La notizia, ieri, ha annichilito tutti. Ti. Ca.

Pubblicato su Il Piccolo