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Arriva ”28 aprile, verità sospese” in un film la tragedia dell’amianto

Giovedì al teatro Comunale di Monfalcone il mediometraggio diretto da Massimo Navone che ripercorre il lungo dramma dei cantieri

MONFALCONE “28 aprile, verità sospese” è il titolo del film che verrà proiettato giovedì alle 18 al teatro Comunale di Monfalcone (ingresso libero). Nel titolo sono indicate le coordinate per intuire qual è il contenuto del film. Il 28 aprile coincide con la giornata dedicata alle vittime dell’esposizione all’amianto; verità sospese riflette lo sfondo in cui è maturata la tragedia che solo nel Monfalconese ha mietuto centinaia e centinaia di morti, soprattutto di ex lavoratori del cantiere navale di Monfalcone. I processi penali che sono stati celebrati al Tribunale di Gorizia hanno restituito solo uno squarcio di quanto accaduto in cantiere dagli anni Cinquanta alla fine degli anni Ottanta. Quando l’amianto, seppure fosse già ampiamente nota la sua pericolosità, veniva usato a man bassa per la coibentazione delle condotte sulle navi e per svariate altre pratiche. Chi sapeva non ha parlato, chi doveva parlare non l’ha fatto e tante vite si sono perse dentro una nuvola bianca.

Ecco dunque “28 aprile, verità sospese” prodotto da Stropula cantieri teatrali di Monfalcone. Sul set attori amatoriali solo nella definizione contrattuale, ma capaci di interpretare magistraalmente i rispettivi ruoli con il valore aggiunto della personale consapevolezza di vivere nella terra della polvere killer. A dirigerli il regista Massimo Navone, lui sì esperto professionista, che recentemente ha firmato al Bobbio la commedia “L’isola degli idealisti”. A scrivere la sceneggiatura sono stati Annalisa Delneri, che ha collaborato alla regia e nel film recita e che nella vita professionale è medico, e il giornalista Roberto Covaz. Dal suo libro “Amianto, i polmoni dei cantierini” è tratto parte del testo. L’iniziativa gode del sostegno della Regione, del Comune di Monfalcone, dell’Associazione esposti amianto e del Museo della Cantieristica all’interno del quale sono state girate alcune scene del film. Domani mattina, alle 10, il mediometraggio sarà presentato agli studenti degli istituti superiori del Monfalconese. (Info e prenotazioni per la proiezione pomeridiana al numero 0481-494664; biglietteria.teatro@comune.monfalcone.go.it

Gli interpreti sono: Paolo Pizzin, Giovanni Ceccherini, Luciano Barbieri, Annalisa Delneri, Lucia German, Alessandra Bianca, Marilisa Trevisan, Franco Ongaro, Enrico Taunisio, Pavel Berdon, Donatella Ferrante, Carlo Blasini, Paolo Massaria. Staffe tecnico Nicola Marchesin, Giacomo Bisaro, Enrico Bortolotti, Silvio Trevisan. In apertura del film le lancette dell’orologio vengono riportate indietro di quasi settant’anni quando il nonno, cantierino, racconta al nipotino l’affondamento del Titanic. Un racconto che colpisce il bambino che in quell’istante decide cosa farà da grande: il cantierino. Ma quelle navi a cui il bambino dedicherà la vita con entusiasmo e competenza saranno anche i suoi spietati killer. Non manca nella sceneggiatura la parte dedicata ai processi penali avviati al Tribunale di Gorizia alla fine del primo decennio del Duemila solo grazie all’intervento del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dopo che le indagini stagnavano da tempo alla Procura della Repubblica di Gorizia. Amianto, una tragedia che continua a colpire: una cinquantina ogni anno le vittime nel Monfalconese del mesotelioma, patologia strettamente correlata all’esposizione all’amianto. re.mo.

Pubblicato su Il Piccolo