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Travolta e uccisa sulla strada della Mainizza a Gorizia: la vittima è una donna di 50 anni

Marisa Calabrese, 50 anni, attraversava la strada per raggiungere l’auto. L’autista positivo all’alcoltest

GORIZIA Travolta e trascinata per almeno una sessantina di metri da un furgone. È morta così, sul colpo, Marisa Calabrese, 50 anni di Gorizia. Tutti i tentativi di rianimarla sono stati vani.

L’investimento mortale è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri (venerdì 26 novembre) all’inizio dello stradone della Mainizza. Erano circa le 18 quando, nel tratto abitato del quartiere di Madonnina la donna ha attraversato la strada per raggiungere la propria macchina posteggiata sul lato opposto della Regionale 351 e, per motivi ancora da chiarire da parte dei carabinieri, è stata falciata da un furgone Volkswagen bianco.

Il veicolo commerciale ha centrato Marisa Calabrese con lo spigolo anteriore destro e nell’urto la donna ha battuto con la testa contro l’angolo in basso del parabrezza mandandolo in frantumi, segno evidente della forza dello scontro. Oltre al vetro, il corpo della donna ha piegato il cofano, il parafanghi laterale e distrutto il faro del mezzo. I frammenti sono finiti ovunque e quando il conducente - di cui non sono state rese note le generalità - ha frenato, la cinquantenne è stata infine sbalzata a terra qualche metro più in là rispetto al punto di arresto del veicolo.

La situazione è apparsa subito grave. La donna è stata immediatamente soccorsa da un passante che ha tentato di rianimarla in attesa dell’arrivo dei sanitari del Sores 112. Sul posto sono poi arrivate l’ambulanza dell’Ospedale di Gorizia e l’automedica della Croce Verde Goriziana. Il personale sanitario ha proseguito con le manovre di rianimazione per diverse decine di minuti, ma non c’è stato nulla da fare. La donna era già morta a causa dei gravi traumi riportati nello scontro.

La circolazione è stata interrotta e poi deviata sulla viabilità secondaria dagli agenti della polizia locale, mentre a occuparsi dei rilievi sono stati i carabinieri della Compagnia di Gorizia. Al momento dell’investimento pioveva e sull’asfalto bagnato non sono rimasti segni di frenata. Il conducente del furgone, risultato poi positivo al test etilometrico, è stato subito allontanato dal luogo dell’incidente.

Cinquant’anni da poco compiuti, Marisa Calabrese aveva appena salutato il marito Roberto, titolare dell’edicola di Madonnina, e stava tornando a casa. Viveva in vai dei Campi. All’andata aveva percorso via 4 Novembre poco dopo l’incidente avvenuto nel primo pomeriggio all’altezza dell’ufficio postale di Piedimonte ed era rimasta colpita. Più volte - ha raccontato l’amica Susanna, che la descrive come una persona sempre allegra e solare - aveva chiesto se qualcuno sapesse qualcosa: era preoccupata per chi si trovava alla guida della Panda.

In attesa del nulla osta del magistrato di turno il corpo della cinquantenne coperto da un telo termico è rimasto sul bordo della strada per oltre tre ore sotto gli occhi sgomenti dei familiari e degli amici. Sul posto, tra gli altri, è arrivata anche la sorella.

«Quante volte passano con il rosso: qui si corre troppo. L’abbiamo sempre detto che prima o poi sarebbe successa una tragedia...», dice con la voce spezzata, lasciando il pensiero inevitabilmente sospeso, il marito di Marisa guardando la Renault Clio della moglie, posteggiata dall’altro lato della strada esattamente a metà tra un palo della luce e un altro.

Pubblicato su Il Piccolo