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Fuori dalla chiesa l’asticella fissata sul 2,32 da record: l’ultimo addio ad Alessandro Talotti

Folla al funerale del campione celebrati a Campoformido dal cappellano di San Marco, in Chiavirs. I fratelli Ciotti hanno avviato un crowfunding per il piccolo Elio, su desiderio di Talotti per la sua Silvia

CAMPOFORMIDO L’asticella orizzontale, accanto alla chiesa, fissata sui 2 metri e 32 centimetri (il suo record personale conquistato a Glasgow nel 2005), a ricordare il grande atleta che era diventato.

La moltitudine di amici, sportivi e conoscenti, arrivati da tutta Italia, fuori e dentro, a testimoniare il grande uomo che era, capace di amare e affrontare la vita di petto, per quanto ingiusta potesse essere. Nella chiesa di Santa Maria della Purificazione, a Campoformido, è stato difficile dire addio ad Alessandro Talotti, morto a 40 anni a causa di un tumore che lo aveva colpito un anno fa.

È stato difficile per i genitori, Mario e Paola, per la moglie Silvia, sposata solo pochi giorni fa e mamma del loro piccolo Elio, per la sorella del pluricampione italiano di salto in alto Debora, e per tutti gli altri familiari.

Ed è stato difficile anche per i colleghi, gli amici e tutte le persone che, in qualche modo, sono stati accanto ad Alessandro, originario di Campoformido e da qualche anno residente a Udine, nel quartiere di Chiavris.

E proprio il cappellano della chiesa di San Marco, la sua ultima parrocchia, lo stesso che lo aveva sposato il 7 maggio alla sua Silvia, ne ha celebrato il funerale, introdotto dal parroco di Campoformido, don Giuseppe Pellizzer.

«Durante il matrimonio – ha ricordato don Christian Marchica nell’omelia – il dolore sembrava sparito, c’erano solamente sguardi che si incrociavano, un bambino in braccio, e un grande sorriso. E questo è esattamente quello che Alessandro sta continuando a vivere in Paradiso. Quando lo vedevamo saltare, tutti tenevamo lo sguardo fisso su di lui, con il fiato sospeso, curiosi di vedere fin dove si sarebbe spinto.

Davanti a questo ultimo salto, il più impegnativo della sua vita, proviamo ad avere lo stesso sguardo di meraviglia, di riconoscenza, con la certezza che sarà accolto sul palmo della mano di Dio».

Dopo la messa è stata letta la preghiera del carabiniere, corpo al quale apparteneva il campione. Ha parlato anche il sindaco di Campoformido Erika Furlani, anticipando che il Comune onorerà Talotti con un’iniziativa e un progetto in sua memoria.

Ha poi preso la parola un coetaneo e amico di Alessandro, Davide Vittorio, che ha raccontato gli anni giovanili del campione nella comunità di Campoformido, in parrocchia e al campo sportivo di calcio, dove Alessandro brillava per simpatia e fair play.

È intervenuta anche una dirigente sportiva della Fidal, Annarita Balzani, che ha tracciato un ritratto del Talotti campione sia come sportivo e sia come uomo. Ha preso la parola, infine, anche la cugina di Alessandro, Tamara Talotti, che ha posto l’accento sulla «luminosità» del suo carattere.

Tra i tantissimi presenti c’erano il sindaco di Udine, Pietro Fontanini, il comandante della squadra del centro sportivo dei carabinieri, il maresciallo Ottaviano Iuliano, con i colleghi Paolo Dal Soglio, Antonio Fent Luca Galletti e Iacopo Marin, il chirurgo Sarino Ricciardiello e numerosi sportivi tra cui gli ex allenatori Luca Toso e Enzo Dal Forno e Mario Gasparetto, quello che ha scoperto il talento di Alessandro. Hanno voluto testimoniare la loro vicinanza il saltatore Massimo Di Giorgio e alcuni componenti delle rappresentative regionali di calcio con cui Talotti ha collaborato negli scorsi anni (tra questi c’era il presidente del Donatello Calcio Simone Ronco).

E non potevano mancare i campioni riminesi Giulio e Nicola Ciotti, che consideravano Alessandro come il loro «terzo fratello» e che hanno aperto un crowdfunding per il figlio dell’atleta friulano, Elio, su desiderio dello stesso Alessandro per Silvia. 

Pubblicato su Il Piccolo