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Il corpo di Luca non potrà essere cremato

Nulla osta alla sepoltura della vittima dell’omicidio di San Giacomo. Non esclusa in futuro la riesumazione a fini giudiziari

Il pm Massimo De Bortoli ha rilasciato il nulla osta alla sepoltura di Luca Lardieri, morto la domenica di Pasqua, il 4 aprile, nel suo appartamento di via del Ponzanino. L’autopsia e gli esami tossicologici sono dunque terminati.

Il magistrato della Procura titolare dell’indagine, che ha aperto un fascicolo per omicidio volontario e incendio doloso, ha dato sì il via libera alla sepoltura del corpo, ma non alla cremazione. Le indagini, infatti, sono ancora in corso. E l’iter investigativo e giudiziario finalizzato a individuare e processare il responsabile (o i responsabili) potrebbe essere ancora lungo. Il pm non preclude così, un domani, la possibilità di riesumare il cadavere qualora dovesse emergere qualcosa di nuovo o dovessero rendersi necessari ulteriori accertamenti oggi non ancora configurabili. Una possibilità remota, ma che in certi casi giudiziari si è manifestata. Un dolore per la mamma del giovane, Gabriella Leone, che avrebbe voluto cremare il corpo di Luca e conservare le ceneri in casa. Seppellendolo, tra l’altro, non potrà riesumarlo ai fini della cremazione prima che siano passati 10 anni. «Non voglio seppellirlo a Trieste», spiega in lacrime la madre: «È una città che mi ha riservato tanto dolore e che voglio dimenticare. Ora valuterò cosa fare».

Le testimonianze di affetto che le arrivano da Trieste in questi giorni, però, sono tante. «Per questo – annuncia – ho deciso che a breve organizzerò proprio a Trieste una messa in ricordo di Luca, il mio ragazzo unico e particolare, anche per dare la possibilità a coloro che sono stati i suoi veri amici di ricordarlo insieme in un momento di raccoglimento».

Mamma Gabriella non si dà pace, malgrado molti dettagli su quel 4 aprile ormai siano emersi. Vuole sapere quanto prima tutta la verità sull’omicidio del figlio. E vuole che i responsabili vengano assicurati alla giustizia: «Non posso credere che chi è stato capace di un simile gesto sia ancora libero».

Prosegue intanto il lavoro dei periti nominati dal pm. Fulvio Costantinides e Riccardo Addobbati hanno il compito di stabilire le cause della morte di Luca, di capire se è deceduto prima che l’incendio divorasse l’alloggio e se avesse ingerito dei farmaci o fatto uso di stupefacenti. Interessante sarà anche sapere cosa abbia determinato la deflagrazione, poiché in quell’appartamento non c’era il gas. Il fuoco nel cammino deve aver incontrato del materiale che ha generato lo scoppio. Un’esplosione capace di distruggere l’alloggio e danneggiare seriamente quelli confinanti. Anche su questo aspetto farà luce il “fire investigator” Gianpietro Zucchetta. Gli accertamenti sulle tracce di Dna sono nelle mani di Paolo Fattorini, mentre Alessandro Vazzoler ha in esame pure il pc di Luca.—

Pubblicato su Il Piccolo