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Alviti, una prova di sostanza Gražulis, impegno senza triple

Fernandez, osservato speciale, disputata una gara intelligente. Doyle piazza quattro bombe a risultato già scontato. Da Ros, nemmeno un tiro in 19 minuti 

JUAN FERNANDEZ 6

Osservato speciale dalla difesa milanese, gioca una partita intelligente, sapendo di non poter forzare. Segna 9 punti, con 4 rimbalzi e 4 assist, difendendo con applicazione sui diretti avversari. Gli è mancata la spalla.

MILTON DOYLE 5,5

Lo aspettavamo al varco. L'occasione propizia per fare il salto di qualità la spreca, inesorabilmente. Fine a se stesso come un “dribblomane” argentino segna 4 triple a “babbo morto”, esercizio balistico pregevole ma una forma “paracula” per aggiustare lo scout. Non ci caschiamo.

TOMMASO LAQUINTANA 5

Si schianta contro un muro. Livello fisico esagerato per Tommy che però capisce di poter aver qualche vantaggio in velocità. Non era certo la sua partita, deve però migliorare il primo passo di penetrazione se vuole battere avversari di livello.

DAVIDE ALVITI 7,5

Il più smaliziato dei biancorossi, raccoglie la consueta caterva di rimbalzi, già 8 nei primi 20 minuti. In generale ha la testa da giocatore maturo, nel senso che prende i tiri senza pensare, sfrutta le occasioni con scaltrezza e prescindere da chi si trovi di fronte. Chiude con 13 punti e 12 rimbalzi.

MATTEO DA ROS 4,5

“Naviga” (verbo per bilanciare una domenica orfana della Barcolana) per otto minuti sui 28 metri nel primo tempo, avendo poche possibilità di mettersi in mostra. Ormai gioca da “stopper” in attacco, stupendosi della possibilità di poter attaccare il canestro. Zero tiri tentati in quasi venti minuti.

DEVONTE UPSON 5,5

Hines ecumenico, Tarczewski delicato...la cavalleria pesante lombarda coccola il lungo Allianz come si cresce un novizio per non fargli troppo male. Dal canto suo il ragazzone fa quello che sa fare, però con produzione dal debole peso specifico. Chiude con 11 punti e 8 rimbalzi, numeri anche decenti ma vuoti.

FEDERICO MUSSINI 5,5

Piace il suo approccio ad una partita così difficile; gioca il suo basket, “dritto per dritto” se non supportato dal tiro da tre punti. Fatica comunque anche lui a livello fisico.

ANDREJS GRAŽULIS 6

Lo scotto da pagare alla causa (serie A al massimo livello ndr) sono un paio di palle perse e una “posterizzazione” su un canestro (quasi) fatto. Segna quello che deve segnare e si adopera in maniera commovente sui lunghi milanesi, aggrappandosi a Tarczewski come un Koala all'eucalipto. Peccato che non trova ancora confidenza con il tiro da tre punti, arma letale la scorsa stagione in A2.

EUGENIO DALMASSON 6

Troppo lenta la squadra nelle prime battute, “suicidio” tattico” per le sapienti mani dei giocatori dell’Armani. Ruota il (poco) materiale a disposizione cercando di tenere i giocatori con la testa sulla partita. Obiettivo centrato, non poteca fare di più. —

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Pubblicato su Il Piccolo