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Silenzio e commozione nell’addio al pompiere morto in sella alla moto

Una folla ha voluto salutare per l’ultima volta Fabio Lugnani, vittima del terribile incidente lungo Strada per Basovizza

Una folla formata da parenti, colleghi, amici, conoscenti, appassionati di moto, ha sfidato ieri mattina il caldo torrido che ha gravato fin dalle prime ore sulla città, pur di partecipare alla cerimonia funebre svoltasi nella caserma dei Vigili del fuoco di via D’Alviano, in memoria di Fabio Lugnani, il pompiere 57enne vittima pochi giorni fa di un gravissimo incidente verificatosi sulla statale 14, nel tratto di Strada per Basovizza compreso fra l’incrocio con Strada per Opicina e il bivio ad H.

Nel contesto di un’atmosfera di grande commozione e raccoglimento, il feretro è stato portato nella sala accanto al piazzale principale del comprensorio, dov’era stata allestita la camera ardente. Tutti i presenti si sono raccolti in un rispettoso silenzio davanti alla sala, per tributare a Fabio Lugnani l’ultimo omaggio. «Era molto apprezzato e amato dagli amici – ha detto una persona che l’ha frequentato molto spesso – perché pieno di vita, pronto alla battuta e alla condivisione dei momenti conviviali. La sua grande passione era la motocicletta, purtroppo la protagonista della sua tragica fine». Fabio Lugnani ha infatti perso il controllo del suo mezzo a due ruote, dopo una curva, andando a sbattere con estrema violenza contro un bus della Trieste Trasporti che dal Carso scendeva verso il centro città. Sul posto erano immediatamente arrivate due autoambulanze ma per Lugnani non c’era stato nulla da fare. Troppo gravi, infatti, le ferite causategli dall’impatto, avvenuto sul lato del conducente del bus. Un impatto talmente violento che, come hanno dovuto constatare i soccorritori, il centauro era praticamente morto sul colpo.

Ieri, alla cerimonia, accanto al sindaco Roberto Dipiazza, il comandante dei Vigili del fuoco di Trieste, l’architetto Mauro Luongo, accompagnato dal vice, l’ingegner Alessandro Sancin. Ma tutti i pompieri di Trieste si sono stretti attorno ai familiari di Lugnani, che aveva iniziato da giovanissimo la sua carriera nei Vigili del fuoco, dapprima nella vecchia caserma di largo Niccolini, poi in quella di via D’Alviano, prima del trasferimento al Distaccamento di Muggia, dove ha prestato servizio fino al momento della morte. —

Pubblicato su Il Piccolo