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L’ultimo atto generoso di Gon lascia in dono i suoi organi

Ronchi piange Dario, uno dei suoi personaggi più noti, ex giocatore del Milan negli anni ’60, commerciante, ristoratore con il fratello e anche dirigente sportivo

Luca Perrino / RONCHI

Il suo ultimo suo gesto, a dimostrazione di un grande carattere, è stata la donazione degli organi. Professionalità, altruismo, passione, capacità. Qualità che hanno contraddistinto la sua vita lavorativa e sociale. Ronchi dei Legionari piange una perdita pesante. Quella di Dario Gon, commerciante, ristoratore, ma anche ex giocatore di calcio, dirigente sportivo e protagonista di tante iniziative sociali.

Una grave e improvvisa malattia lo ha strappato troppo presto all’affetto dei suoi cari e dei tanti amici. Dario era nato il 6 maggio del 1948. A 14 anni era entrato nelle giovanili del Ronchi calcio, passione che lo aveva portato a giocare nel Milan per tre annate, dal 1965 al 1969. A 22 anni aveva iniziato a lavorare come commerciante, titolare di un negozio di alimentari a fianco del fratello Italo, dando vita successivamente al supermercato Despar di via Stagni.

Sempre con Italo ha gestito il bar Acli di via San Lorenzo, dal 2004 al 2015. Era stato, dal 2004 al 2007, presidente del Ronchi. Da anni, poi, era impegnato nel volontariato con l’associazione “Uliu bisiac”, gruppo spontaneo di volontari che produce olio d’oliva con le olive raccolte nei giardini privati. Le relazioni, i rapporti umani e familiari sono stati per Dario valori che ha sempre saputo coltivare. Valori trasmessi dai genitori, il cui ricordo Dario richiamava spesso e che portava avanti in perfetta sintonia con il fratello Italo. Ha sempre mantenuto i rapporti con chi aveva lasciato la terra friulana per quella argentina e poter aver attorno a se i famigliari, magari attorno ad un tavolo imbandito dei piatti checon passione preparava, era per lui una grande gioia.

«Un uomo che è stato e sarà un esempio di attaccamento alla comunità – ha detto il sindaco, Livio Vecchiet – e che mancherà moltissimo ai suoi concittadini. La sua scomparsa ci riempie di tristezza».

Sempre presente alle gare di sci paralimpico organizzate da Sport X All dove il suo ruolo era quello di preparare il ristoro per atleti, staff e bambini delle scuole. Ai Mondiali di Tarvisio 2017, sfornando 500 pasti al giorno per 10 giorni consecutivi, Dario, assieme all’amico cuoco Davide, ricevette il plauso degli atleti e tecnici provenienti da tutto il mondo.

Lascia la figlia Vera ed i nipoti Riccardo e Lorenzo. I funerali saranno celebrati venerdì, alle 11, nella chiesa di San Lorenzo, mentre dalle 8. 30 la salma sarà esposta all’obitorio dell’ospedale di Gorizia. —

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Pubblicato su Il Piccolo