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Nadia Orlando, il suo omicida corteggiava un’altra

Il fidanzato, la sera prima dell’assassinio, avrebbe invitato a casa sua un’amica e le avrebbe chiesto di dormire con lui

UDINE. La sera prima di uccidere la propria fidanzata, Francesco Mazzega aveva invitato a cena, a casa propria, un’altra ragazza. L’aveva corteggiata, le aveva confidato di avere bisogno di una compagna matura e fedele e le aveva proposto di fermarsi a dormire con lui. Al pm che lo ha interrogato, però, queste cose l’assassino non le ha raccontate.


Presentatosi spontaneamente alla polizia stradale di Palmanova, martedì 1° agosto, dopo avere vagato per tutta la notte con il cadavere della 21enne Nadia Orlando al proprio fianco, sul lato passeggeri della Yaris in cui aveva detto di averla strozzata, ha confessato soltanto quello che gli andava di dire.

Omettendo pezzi di verità e deformandola, anzi, a proprio piacimento. Le modalità del delitto, innanzitutto. Lunedì, il medico legale Carlo Moreschi, incaricato dell’autopsia, ha indicato la causa della morte in un’asfissia da soffocamento. Smentendo così la ricostruzione che l’indagato aveva proposto agli inquirenti.


Per non dire della ragione che ne avrebbe scatenato l’ira: la presunta rivelazione di Nadia, durante la conversazione avuta in auto lunedì 31 luglio, di averlo tradito la sera prima, alla sagra. Una spiegazione - comunque inadeguata a giustificare qualsiasi tipo di violenza - fermamente respinta dai genitori della vittima, che con la figlia avevano un ottimo rapporto, oltre che dalla fidata cugina e dall’amica più cara, a loro volta salde nello scartare l’ipotesi di altre relazioni.



A coltivare un’amicizia parallela e clandestina, in realtà, era proprio lui. È stata la ragazza con cui Mazzega aveva trascorso la serata di domenica 30 luglio a riferirlo agli inquirenti - i carabinieri di San Daniele, prima, e gli agenti della Squadra mobile, che conducono le indagini sotto la guida del vicequestore aggiunto, Massimiliano Ortolan, poi -, non appena appreso del delitto e riconosciuti nell’assassino e nella vittima due dei suoi colleghi alla “Lima” di Villanova di San Daniele. I messaggini di Francesco, a suo dire indicativi dell’interessamento nutrito verso di lei, andavano avanti da un annetto. Fino a quella domenica, tuttavia, il giovane avrebbe mantenuto una certa distanza, limitandosi a dimostrarle una particolare simpatia.


Poi, reduce dalla discussione avuta con Nadia sabato sera, alla sagra di Vidulis, dove la fidanzata lo aveva esortato a tornarsene a casa, per poter continuare a lavorare con le amiche ai chioschi, e dove erano tornati ad affrontare il problema dei loro 14 anni di differenza d’età, Mazzega aveva rotto gli indugi, abbandonandosi all’invio di whatsapp decisamente più espliciti all’altra collega.

Questo, almeno, è quanto svelato dalla ragazza agli investigatori. Le aveva spiegato di essere stanco di frequentare «persone superficiali», di «sentirsi spesso fuori luogo» e di essere alla ricerca di «una donna intelligente, matura, colta e fedele». Una «con cui costruire qualcosa di serio», insomma. E poi l’aveva invitata a mangiare una pizza insieme, da lui, a Spilimbergo. Lei si era liberata da un impegno e l’aveva raggiunto, fermandosi fino alle 23, e non per tutta la notte, come Francesco le aveva chiesto. «La sua presenza – le avrebbe detto – lo rilassava e lo faceva sentire sereno». Anche quella sera, così come già altre volte in precedenza, inoltre, Mazzega avrebbe negato di avere una relazione con Nadia.


Lapidario il procuratore Antonio De Nicolo, che non ha escluso la possibilità di un nuovo interrogatorio dell’indagato reo confesso.


 

Pubblicato su Il Piccolo